Cultura

10 aprile 2016: la felicità simetina “F.S” riparte dalla stazione San Marco di Paternò

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“Stanchi ma felici”: così alla fine della lunga giornata di ieri si dichiarano i molti “giovani” simetini, che in soli dieci giorni! hanno concretizzato una impresa che ha il sapore di leggenda, ossia riportare in vita l’ex stazione paternese di San Marco posta lungo la tratta ferroviaria Motta S.Anastasia – Regalbuto.

 

Per vero, il sogno  di bellezza cullato dalla  tenace minoranza creativa simetina, cominciato all’incirca un decennio fa in risposta al disegno scellerato di “incenerimento” della nostra valle, da  semplice visione ha saputo arricchirsi della narrazione popolare e poi  approdare a progetto condiviso di cambiamento.

Lo scorso anno la costituzione  del Presidio Partecipativo (associazioni e liberi cittadini), seguita dalla firma del “Patto di fiume Simeto”  con Università di Catania e i dieci comuni aderenti ha  segnato una tappa fondamentale del tragitto.

Dal principio del 2016, sotto la spinta propulsiva del Presidio e grazie alla collaborazione degli architetti paternesi e delle associazioni aderenti al  neo istituito Collettivo S.U.d.S. (Stazioni unite del Simeto) e del sindaco di Paternò, il quale s’è prontamente fatto carico di richiedere la concessione provvisoria della stazione di San Marco  alla Rete ferrovie Italiane, s’è riusciti ad aderire all’iniziativa nazionale  promossa dal Coordinamento Mobilità Dolce, “Ferrovie non dimenticate”.

L’evento di ieri costituisce il primo tassello  dell’azione di recupero della tratta ferroviaria Motta San Anastasia – Regalbuto, una delle azioni prioritarie di rivitalizzazione del nostro territorio, alla cui progettazione hanno collaborato L’Università di Catania, l’Università di Memphis (Summer school 2015), e al cui supporto tecnico provvederà il Laboratorio del Patto del Simeto, allorquando verrà messo nelle condizioni di operare dai comuni del Patto.

Il successo del  mega evento di ieri si deve all’opera di tutti coloro che gettando il “cuore oltre l’ostacolo”, hanno permesso con sacrificio e passione di riportare quasi a nuovo la stazione di San Marco, dallo stato di forte degrado nel quale versava ormai da molti anni.

Semplici cittadini volontari e operai comunali, associazioni,  si sono prodigati nella preliminare opera di scerbamento dell’area, di rimozione degli inerti, di pulizia dei locali; falegnami han provveduto per quel che si poteva a tappare gli edifici e le botole deprivate dei tombini, ad allestire bancali per il servizio pranzo; gli elettricisti han provveduto a rimettere in funzione l’impianto elettrico; idraulici  hanno reimpiantato i servizi igienici, prima completamente vandalizzati.

L’animazione del ricco programma di eventi è stata parimenti brillantissima quanto alla valorizzazione della bellezza naturale, architettonica e  culturale del territorio e del cibo genuino dei prodotti a km.0.

Molto apprezzate le tre escursioni, la recita del cantastorie accompagnato dai musicisti,  lo spettacolo di teatro di figura, il concerto di musica popolare, le performance di giocoleria e trampoli, ed anche gli eventi collaterali:  mostra fotografica storica; documentaristica sui progetti delle ferrovia Motta- Regalbuto; “I binari del Tempo”;  le  proiezioni video, l’altra mostra “Binari convergenti”; l’attività sociale per anziani; l’escursione in mountain bike dalla stazione di Schettino alle rovine del castello di Poira.

C’è stato spazio pure per la presentazione dell’istituendo Bio-distretto del Simeto, e per un piccolo mercatino di prodotti biologici, un tantino penalizzato dal  forte vento della mattina.

Per gli anziani, qualche lacrima e  il tempo che pare essersi riavvolto all’indietro ai bei ricordi della gioventù; i bambini disegnano i loro trenini e cominciano a fantasticare sulle prossime avventure della ferrovia lungo il fiume; i valenti giovani coltivano il coraggio e la speranza di rimanere da protagonisti nei loro amati luoghi.

Alle prossime tappe di questa storia di rinascimento locale.

Pietro Benina

 

 

 

 

 

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