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Acqua: Catania la sesta città italiana e la prima in Sicilia in cui si paga meno

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Il sindaco Bianco, “Confermata la grande attenzione che abbiamo, con Sidra, nei confronti di un bene pubblico di primaria importanza come l’acqua”. I dati sono contenuti nel dossier 2015 presentato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e che si riferisce alla situazione del 2014

Catania è la città siciliana dove il servizio idrico integrato costa meno ed è al sesto posto tra le città italiane più economiche sotto questo punto di vista.
I dati, riportati da alcuni organi di stampa, sono contenuti nel dossier 2015 presentato dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva e che si riferisce alla situazione del 2014.
Il dato per la spesa annua di Catania è di 194 euro, a fronte di cifre ben più alte per il resto della Sicilia: 237 a Ragusa, dove c’è la maggior dispersione d’acqua dell’Isola (76%), 265 a Siracusa, 293 a Messina, 315 a Palermo, 361 a Trapani, 446 ad Agrigento, 482 a Caltanissetta e addirittura 503 a Enna.
Il territorio della città di Catania è gestito al 75% dalla Sidra, società partecipata del Comune, e per il rimanente 25% dal consorzio pubblico Acoset e da privati. La Partecipata comunale ha prezzi ancora più bassi della media: appena 145 euro di media all’anno, divisa in tariffe indicate sul sito istituzionale (http://www.sidraspa.it/area-trasparenza/tariffe/).
La città italiana capoluogo di provincia in cui l’acqua costa di meno è Isernia (120 euro all’anno), seguita da Milano (136) e Campobasso (166).
“Si tratta – ha spiegato il sindaco di Catania Enzo Bianco – di dati che confermano la grande attenzione che abbiamo, con Sidra, nei confronti di un bene pubblico di primaria importanza come l’acqua. Va considerato inoltre che il servizio idrico integrato riguarda non solo l’erogazione dell’acqua ma anche il servizio di fognature. Bisogna ricordare che Catania, colpita nel 2009 da una procedura di infrazione comunitaria da parte dell’Ue perché scarica l’80% dei liquami in mare o nel terreno, potrà finalmente avere una rete fognaria completa. Ci prepariamo infatti a utilizzare un finanziamento di 213 milioni già stanziato dal Cipe per arrivare poi a un totale di 500 con i quali realizzeremo un’opera fondamentale: un moderno sistema di raccolta con 387 chilometri di nuove reti e il recupero e la messa in funzione di un’ulteriore rete di 396 chilometri realizzata molti anni fa e non funzionante”.
“La nostra intenzione – ha concluso Bianco – è quella di continuare a mantenere le tariffe per quanto possibile contenute anche a fronte degli investimenti avviati sulla rete, considerato che gli ultimi investimenti sulla rete risalgono alla mia precedente sindacatura. Pensiamo di puntare anche alla riduzione delle dispersioni idriche attraverso una serie di interventi di miglioramento”.

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