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Adesso è colpa del terrorismo? – Blog Galante

Il ministro Padoan ha sentenziato “… il clima seguito ai terribili fatti di Parigi è negativo e questo potrà avere effetti sulla ripresa”. Abbiamo superato l’assurdo per raggiungere il ridicolo.
Non c’è stato crollo delle borse.
Non c’è stato un’impennata del prezzo del petrolio.
Non c’è stata fluttuazione del cambio del dollaro.
Trascorro tutte le mie giornate a contatto con imprenditori per lo più esasperati da questo stato di cose, a contatto con commercianti che ormai vivono aprendo conti alla clientela di pensionati e dipendenti che non riescono ad arrivare alla fine del mese e la colpa è del terrorismo se le cose non miglioreranno come dovrebbero?
Non delle tasse esorbitanti
Non delle banche che non concedono credito e giocano con i derivati
Non dei servizi statali scadenti
Non delle pensioni sotto il livello di povertà e di decenza e degli stipendi dei dipendenti fermi da anni di mancato rinnovo dei contratti.
Non della disoccupazione ormai strutturale in questo Paese.
Ma del terrorismo!
Cerchiamo di non prenderci in giro. Dei tre elementi che hanno spinto l’Italia di quel 0,9% (forse) di cui tanto il governo si vanta, l’unico realmente efficace è stato il calo del prezzo del petrolio che ha mantenuto bassi i prezzi al consumo e ci ha permesso di respirare, ma sia il quantitative easing della BCE, che non ha avuto reali effetti sull’economia reale, non riuscendo a superare la barriera interposta dalle banche, sia il cambio favorevole euro/dollaro che non ha creato posti di lavoro o maggior gettito fiscale, sono riusciti a migliorare lo stato della nostra economia. Un’altra occasione persa.
Quindi ha fatto bene il governo a dissociarsi dall’onda emotiva di chi voleva, inutilmente a mio avviso, avventurarsi in azioni punitive in Siria con il rischio di creare un aperto contrasto con coloro ai quali dobbiamo un prezzo del petrolio così basso: i sauditi.
La storia recente (Iraq e Afganistan) ci insegna, tra le altre cose, che non sono servite massicce operazioni militari nei confronti di Stati o organizzazioni accusate di attentati terroristici. Hanno soltanto peggiorato la situazione. Da lodare sono state le parole di Renzi che ha detto che la risposta al terrorismo di matrice islamica deve essere culturale, indipendentemente, aggiungo io, dagli investimenti stanziati per fornirla. Deve essere basata sulla legge e sul rispetto reciproco, sullo studio delle diversità e sulla loro accettazione e deve avere alla base una fase di rilancio economico che migliori le condizioni di vita di tutti, italiani e stranieri. E finiamola di pensare di poter cacciare gli extracomunitari, regolari o meno, fuori dai confini. E’ semplicemente irrealizzabile a meno di non preventivare una piccola guerra civile con scontri ad ogni angolo di strada. Quel che è successo a Parigi sarebbe un’inezia.
Riuscirà lo Stato italiano, nel suo complesso, a dare una simile risposta? Permettetemi di dubitarne.

Luca Galante
Consulente Aziendale

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