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Adrano Basket corsaro ad Acireale: bentornato in “C”

Messina-Alcamo-Acireale, sera del 13 maggio 2018, due secondi alla terza beffa su tre di finale play-off  se non fosse che stavolta il “Dio del basket” delle serie minori accoglie la preghiera dei quattrocento e forse più splendidi tifosi dello Sporting Club Adrano in trasferta nella tana della  “bestia nera” cestistica ( 2003-’04 semi-play-off di C2, 1-2 e 2007-’08 finale play-off di C2, 0-2): il tiro da tre scoccato da Ennis Whatley Jr. forzatissimo per la presenza asfissiante di due difensori acesi, prende in pieno la tabella e si infila a canestro bruciando la retella. Il paradiso all’improvviso. La tribuna B esplode di gioia per i loro beniamini frattanto tuffatisi sul parquet a festeggiare con allenatore e panchina intera. Tribuna A ammutolita, giocatori acesi tramortiti: stasera è toccato loro l’amaro boccone.

Gara tre di questa indimenticabile finale play-off, dopo due vittorie casalinghe vietate ai deboli di cuore.

La razionalità  e precisione del gioco acese contrapposta alla generosità mai doma della squadra di coach Gianfranco Morelli.

La posta in palio è altissima: è l’Acireale il primo a prendere  le redini del gioco in attacco (7-3 dopo ‘7 di gioco). L’Adrano si affida a improbabili passaggi alti per Whatley, che nella giungla acese coglie al massimo qualche fallo. Paradossalmente è Dario Bascetta a tenere a galla i suoi con due penetrazioni girando a canestro che impattano la partita a quota 10. La giovane squadra di Coach Gumina conclude il primo quarto avanti solo di due e si può dire che all’Adrano va di lusso (16-18).

Nel secondo quarto entrano Maurizio Grasso e Giorgio Leanza; la tripla di Damiano Russo è una flebile fiamma per un attacco congestionato che ottiene falli e pochi punti da tiri liberi.

Gli acesi allungano colpendo dal perimetro con la ditta Patanè-Panebianco, e con il multidimensionale Budrys, quest’ultimo  affonda pure in schiacciata (23-30).Time-out Morelli, ma il break continua ad ampliarsi fino al meno quattordici (26-40). Pennisi dai 6,75 inizia la rimonta coadiuvato da Whatley (33-40), mentre Budrys è a rifiatare. Il fine tempo  è preda dei contropiedi adraniti, uno  concluso in schiacciata da Whatley, fino al pari 42 di Ricceri e al sorpasso di Pennisi.

Il terzo quarto si apre con i canestri di Patanè (51-47), L’Adrano alla lunetta stenta a limitare il gap che a fine terzo periodo e solo di tre punti (61-58).

Ultimo quarto, palla pesantissima, i duri cominciano a giocare: nell’Acireale emerge  il ventenne  Gulisano (9 punti), mentre in difesa  Antronaco è una piovra. Morelli rimette in campo l’eterno gladiatore Maurizio Grasso: le spaziature in attacco migliorano, “bomberone” Leanza segna in arresto e tiro, Damiano Russo da tre, Pennisi dimostra di meritarsi la categoria superiore non sbagliando più nulla in attacco. Nonostante questo L’Acireale è filo-filo per acquisire due possessi di vantaggio. La stoppata provvidenziale di Whatley mantiene il punteggio sul 73-76. Si arriva all’ultimo minuto sul 76-80, Pennisi prende palla, va nell’angolo e segna un tiro d’importanza capitale 78-80. Acireale spreca in attacco, -19 secondi per l’ultimo possesso adranita, Acireale difende senza far fallo, Pennisi sul lato sinistro palleggia tra le gambe, poi decide di affondare sulla linea di fondo campo, evita di esser chiuso con un’abile virata e scarica la palla fuori per Giorgio Leanza, passaggio immediato a Ennis Whatley, un palleggio e parte l’arcobaleno da tre. Canestroo! Con un secondo al termine L’Acireale chiama time-out per rimettere in attacco. Palla alta per Budrys che non ci arriva.

La storia è scritta. Menzione d’onore a Mauro Bascetta, Ragusa e Narcisi.

 Gioisce dentro il campo l’ex capitano e coach Vincenzo Castiglione, Enrico Famà, Duscio.

 La memoria dei quarantenni, corre ai ragazzi degli anni ottanta-novanta del Prof. Valerio Cavaletti, alla palestra  dell’ex liceo Scientifico Petronio Russo, culla  dello Sporting Club, alle finali perse in Promozione con L’Inessa Licodia, in D con il  Bk Ragusa nel 1996 nello spareggio di piazza Spedini, alla costruzione delle tensostruttura di via Aurelio Spampinato, alla vittoria della squadra di capitan Nico Dell’Aquila e del giovanissimo Dino De Masi in serie D, alla scalata ai play-off di C2, anni nei quali si entrò nel “gotha” del basket provinciale, alla stagione 2007-’08 da imbattuti del  Morelli (I) atrocemente beffata in finale dalla Nika Acireale, all’epopea 2008-’09 dell’Unifarmed Adrano di Bordieri, ai quarti di finale play-off con la Prativerdi Siracusa costretta a Gara 3, all’ultima C2 del 2015 prima della riforma dei campionati, ai recenti anni di D senza la “ciliegina sulla torta” riscattati stasera con onore.

Il futuro sportivo della società del Presidente Sampieri è legato alla continuità del progetto dello staff tecnico, alla cura del vivaio nella nuova tensostruttura comunale, alla costruzione di un palazzetto dello sport che possa accogliere tutto il fermento dell’armata bianconera e del resto della tifoseria.

 Il totem Maurizio Grasso a quarantacinque anni inanella l’ennesima soddisfazione della quasi ventennale militanza nelle squadre del “basket Catanese”.

 Auguri al giovane Acireale di Coach Gumina per l’ulteriore chance di promozione che lo attende nella finalina con lo Spadafora.

Pietro Benina.

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