Cronaca

Agguato al presidente del Parco dei Nebrodi. I commenti delle istituzioni

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Giuseppe Antoci, presidente del Parco dei Nebrodi, la scorsa notte è stato vittima di un conflitto a fuoco mentre insieme al suo agente di scorta percorreva la strada fra San Fratello e Cesarò. Scampato all’agguato grazie alla blindatura della macchina ed alla scorta, il presidente dopo essere stato portato pere precauzione all’ospedale di Sant’Agata di Militello, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni:
«Se pensano con il piombo di stanotte di avere fermato la mia azione di legalità, si sbagliano di grosso. Perché più passano le ore e più penso di essere dalla parte giusta e non mi fermerò qui».

Addio Pizzo Catania:
Ci sono zone della Sicilia dove lo Stato sembra assente. Cesare, piccolo comune dei Nebrodi al confine con la provincia di Catania, è una di queste zone franche per la criminalità. L’agguato a Giuseppe Antoci, Presidente del Parco dei Nebrodi, al quale va la nostra solidarietà e l’invito a continuare nella sua battaglia per l’affermazione della legalità, è solo l’ultimo di una serie di gravi episodi rimasti senza risposta. Sarebbe il caso di sapere, magari attraverso lo strumento dell’interrogazione parlamentare, se il Ministro dell’Interno ha intenzione di lasciare definitivamente questa piccola comunità nelle mani della criminalità organizzata oppure, come sarebbe auspicabile, prevedere degli interventi incisivi in grado di riaffermare la “presenza” dello Stato. Parimenti auspicabile sarebbe, poi, una maggiore attenzione da parte delle Procure della Repubblica di Catania e Messina su un territorio oggetto negli ultimi anni anche di gravi fatti di sangue rimasti impuniti. Se si arriva ad organizzare e realizzare un agguato di stampo mafioso a chi riveste cariche pubbliche ed ha la responsabilità di amministrare la res pubblica evidentemente significa che c’è la consapevolezza dell’impunità. E’ lecito quindi attendersi, in tempi brevi, risposte concrete da parte delle Istituzioni, diversamente dovremmo prendere atto che lo Stato, in certe zone della Sicilia, ha abdicato.

Graziano Calanna sindaco di Bronte:
“La Comunità di Bronte – ha scritto il primo cittadino nel telegramma – esprime a Te ed alla Tua Famiglia vicinanza e solidarietà, condannando fermamente la vile agressione armata di questa notte. Bronte è al Tuo fianco e Ti invita a non fermarTi. Tutti insieme dobbiamo reagire, formando un robusto fronte contro ogni forma di criminalità e violenza”.
Tutta Bronte – poi afferma il primo cittadino – è colpita dalla gravità e dall’efferatezza dell’accaduto. Sono certo di ribadire il sentimento che pervade i siciliani onesti e laboriosi, che sono la stragrande maggioranza, nell’invitare il presidente Antoci a continuare a combattere la battaglia di trasparenza e legalità che stai sostenendo alla guida del Parco dei Nebrodi.
Bronte è al Suo fianco e si augura che le forze di Polizia e le Autoritá preposte facciano luce al più presto su questo grave attentato, che avvelena la convivenza civile e tenta di minare dalle basi i prIncipi di legalità e giustizia con la paura e la violenza.
Non possiamo permettere a nessuno – continua – di calpestare la libertà e la dignità delle persone che vogliono lavorare per il bene della Sicilia.
Tutti insieme dobbiamo insorgere e reagire, – conclude – formando un robusto fronte contro ogni forma di criminalità e violenza”.

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