Cronaca

Anziani: chiuse otto strutture abusive

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Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Otto strutture abusive per anziani e disabili sono state chiuse nel territorio catanese nell’ambito dei controlli condotti dall’Assessorato al Welfare con Polizia municipale e Carabinieri dei Nas.
Ne ha dato notizia l’assessore al Welfare Angelo Villari sottolineando come nella prima metà del 2016 il numero dei controlli sia stato intensificato: nel 2015 erano stati 75 e nel primo semestre di quest’anno sono già state visitate 58 strutture, dove erano ospitate complessivamente oltre seicento persone.
“Abbiamo verificato – ha detto Villari – il rispetto delle regole da parte, prevalentemente, di comunità alloggio per anziani e disabili, case di riposo e case protette. E, accogliendo anche le segnalazioni dei cittadini, abbiamo effettuato controlli anche su strutture risultate senza alcuna autorizzazione, realizzate in appartamenti privi di dotazioni specifiche riguardo alla sicurezza e all’igiene. Abbiamo scoperto persone anziane denutrite, stremate dal caldo e sofferenti per piaghe da decubito provocate dalla permanenza su letti e sedie a rotelle. Per questo lancio un appello alla cittadinanza affinché i parenti non lascino i propri familiari anziani nelle mani di gestori improvvisati e senza scrupoli”.
Le strutture convenzionate o accreditate del territorio catanese – di tipo residenziale per anziani, inabili, disabili psichici, minori e donne in difficoltà – sono in tutto 54. La sorveglianza del Comune si estende poi alle strutture private, un centinaio, iscritte nell’Albo Comunale dopo che l’Assessorato rilascia loro un’autorizzazione.
“Per verificare – ha detto Villari – che queste strutture posseggano ancora i requisiti iniziali, abbiamo avviato una revisione completa di quelle autorizzate dal 1989 al 2016 e iscritte sia all’Albo comunale, sia, per le diverse tipologie, a quello regionale”.
L’assessore Villari ha sottolineato come, soltanto nel 2015, siano state rilasciate 23 nuove autorizzazioni per strutture socio assistenziali per anziani e disabili e che nei primi sei mesi del 2016 se ne sono aggiunte altre 15. Ciò sia perché nella maggioranza delle famiglie, sempre più spesso essenziali o disgregate, non esistono più figure che possano dedicarsi all’assistenza ad anziani o disabili, sia perché l’attività socio assistenziale risulta remunerativa.
“Il problema – ha sottolineato Villari – non è che queste strutture proliferino, ma che vengano rispettate le regole e non accada che qualcuno improvvisi attività con lo scopo di ottenere il massimo vantaggio economico con minima spesa. A questo proposito i controlli da noi effettuati hanno puntato ad accertare che esistesse la giusta proporzione tra numero di ospiti e personale a loro assegnato. Particolare attenzione è stata dedicata al controllo degli standard organizzativi, ai profili professionali, ai titoli di studio degli operatori, ai contratti di lavoro e al pagamento degli oneri previdenziali e assistenziali. I controlli hanno evidenziato che di frequente i lavoratori, ai quali vengono imposti ritmi di lavoro e turni gravosi, sono spesso in nero. Per questo i risultati dei controlli sono stati inviati all’Ufficio del Lavoro”.
Per la  valutazione della qualità di queste strutture, il Comune ha dato vita a un tavolo, composto da professionisti del settore, che ha lavorato all’elaborazione di un questionario che consente, attraverso indicazioni obiettive, di valutare la qualità dei servizi. Lo scopo della rilevazione non è quello di “dare un voto” alle strutture, bensì di innescare processi di miglioramento. In tempi brevi, il tavolo sarà aperto ai cosiddetti stakeholder, i portatori di interessi, ossia rappresentanti dei titolari e dei responsabili delle strutture per integrare o modificare gli indicatori. Questi ultimi potranno essere inseriti nel nuovo schema di convenzione da proporre in tempi brevi al Consiglio comunale.
L’assessore Villari ha ringraziato per il lavoro finora svolto sia gli operatori della struttura che si occupa dell’Accreditamento e dell’attività ispettiva su queste strutture, a partire dalla responsabile, sia Carabinieri dei Nas e Polizia Municipale.

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