Cronaca

Assemblea del Presidio Partecipativo del Simeto

Pomeriggio del 10 novembre 2018, aula magna del liceo scientifico di Paternò E. Fermi, è stata la sede della terza assemblea del Presidio Partecipativo del Simeto.
Tre anni e otto mesi dalla costituzione di questa “associazione di associazioni” e di cittadini della valle del Simeto, che si è resa protagonista dell’animazione territoriale collegata alla Strategia Nazionale Aree Interne e al prestigioso progetto comunitario “Life”: due vittorie senza precedenti per il nostro contesto territoriale, segno tangibile del voler perseguire obiettivi di sviluppo sostenibile, al di là delle tante contraddizioni che in questi anni si sono sovente materializzate, ultimo caso la proposta di costruzione di una mega discarica in territorio di Centuripe per il quale si prospetta l’ennesima battaglia di un percorso a tutela di questo versante della Sicilia iniziato nella prima decade degli anni duemila.
Il prologo dell’assemblea è consistito nella prima proiezione del video promozionale per la valle del Simeto realizzato dai registi dell’associazione “La Locomotiva di Adrano” Dario Recupero e Davide Santangelo, grazie ai contributi di alcuni sponsor, imprenditori belpassesi e alcuni giovani professionisti.
È seguito il resoconto delle attività svolte in quest’ultimo anno e mezzo dal Presidio, la rendicontazione e approvazione del bilancio finanziario, per ultimo il rinnovo delle cariche per il direttivo e per i rappresentanti in seno all’Assemblea del Patto di fiume Simeto.
I neo-componenti del direttivo del Presidio sono: Graziella Ligresti e Orazio Caruso (Paternò), Medea Ferrigno (Regalbuto), Rachele Donato e David Mascali (Santa Maria Di Licodia), Rino Miraglia (Centuripe), Antonio Caruso (Motta Sant’Anastasia), Vincenza Bonanno (Biancavilla), Silvana Ranza (Belpasso).
I due rappresentanti del Presidio in seno all’Assemblea del Patto di fiume Simeto sono Chiara Longo (Adrano) e Claudia Barcellona (Paternò).
Nel dare il saluto augurale al nuovo corso del presidio simetino, proponiamo un estratto da “Storia della scienza e interrogazione filosofica” del filosofo Castoriadis, interpretato dal filosofo/giurista Pietro Barcellona.
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Ciò significa che gli uomini non hanno il problema di sapere che cosa sono gli alberi o le pietre, ma vogliono sapere chi sono gli uomini e che senso ha la loro vita. Nel dare risposta a queste domande, anche se non ci si riesce mai pienamente, non si può prescindere dall’habitat di questi uomini, e cioè dalle pietre e dagli alberi anche se gli uomini tendono a separarsene e dimenticarlo.
Oggi i risultati dell’attività scientifico-tecnica separata dall’ambiente fanno apparire l’uomo come il più nefasto parassita del pianeta, basti pensare che il petrolio che la Natura ha depositato nelle sue viscere in dodici miliardi di anni, noi lo abbiamo consumato in soli due secoli.
> (Castoriadis)

Noi non ci rendiamo conto che siamo un infinitesimale granello di sabbia in un’immensa realtà di universi, e presumiamo che, con la nostra intelligenza e con la nostra volontà di potenza, possiamo dire tutto su tutto. Ma dato che non sappiamo niente sull’origine della vita, sull’origine del mondo, dobbiamo essere rispettosi, dobbiamo interrogarci, questa dovrebbe essere l’interrogazione filosofica.
Le questioni poste richiedono decisioni, ma non ci può essere processo decisionale senza una rilevante quantità di informazioni sulla “creazione” sulla quale si vuole intervenire: ci deve essere quindi un selettore delle decisioni capaci di tradurle nel linguaggio di chi deve progettare ed elaborarne i significati per l’uomo.
A questo compito deve rispondere l’Istituzione universitaria: questo è il vero tema della riforma, ma spesso si dimentica.

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