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Aumenta l’inflazione, cala la capacità d’acquisto

inflazione

Solitamente davanti alla parola inflazione la popolazione inizia ad allertarsi e a cercare di arginare quello che sembra essere un problema. Questo perché se aumenta l’inflazione, cala la capacità d’acquisto. In buona sostanza significa che i prezzi di beni e servizi subiscono un aumento e dunque diventa complicato riuscire a mantenere la stessa capacità d’acquisto. Se poi si valutano i tempi attuali, in cui salari e pensioni sono stati livellati verso il basso, si capisce come mai l’inflazione faccia tanta paura. Non che in passato non ne facesse, ma le banche avevano, dagli anni ’70, imparato a controllarla.

Quindi meglio l’inflazione con una bassa percentuale? Non esattamente. Se infatti i prezzi in calo possono essere visti come una manna dai cittadini, per l’economia in generale non si può dire la stessa cosa. Per capirne il perché basti pensare alle imprese, a quelle stesse imprese che oggi accettano di sottoscrivere il volontary disclosure e che però poi si trovano a dover fare i conti con una rigidità dei mercati, soprattutto italiani, che impone di livellare ulteriormente in basso i salari. Cerchiamo di capire il ragionamento. Dal punto di vista delle imprese l’inflazione in negativo significa che i profitti caleranno. L’azienda X che vende il prodotto Y a un prezzo N, in caso di inflazione in negativo dovrà abbassare il prezzo del prodotto per renderlo acquistabile. Minori introiti e maggiore stress, quindi minori investimenti.

Per quanto riguarda la realtà attuale c’è da dire però che l’inflazione ha mostrato un’alternanza di sali e scendi. Infatti, se in agosto era stato registrato un discreto aumento, +0,2 rispetto a +0,1 di luglio, a settembre in Europa si è registrato un -0,1%. secondo gli studi di settore questo è dovuto principalmente al calo dei prezzi dell’energia: -8,9% annuo. A voler ben guardare però, nel nostro Paese è stato rilevato un lievissimo rialzo dell’inflazione, +0,1% , che si deve ai trasporti e agli alimenti non lavorati. Si tratta comunque di un aumento bilanciato dal ribasso del prezzo degli energetici non regolamentati, sempre secondo le fonti Istat.

In linea generale, comunque, il carrello spesa in Italia registra un +0,6% su base mensile. Questo significa che nonostante l’inflazione altalenante, il potere d’acquisto dei beni alimentari e della cura di casa e persona è aumentata. Rincuorante anche il fatto che nell’isola sia possibile investire oggi e fare impresa, nonostante l’instabilità generale (approfondimenti su http://societaoffshore.org/investire-oggi).

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