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Autovelox, quando il mezzo diventa il fine

autovelox_CataniaCatania. Chi frequenta la circonvallazione di Catania lo sa bene, ci sono diversi punti in cui non è raro incappare in una pattuglia della Polizia Municipale che, munita di autovelox, accerta eventuali infrazioni al limite di velocità che, trattandosi di strade urbane, è di 50 km/h. Fin qui tutto bene, è sacrosanto che gli agenti facciano il proprio lavoro. Dove sta allora il problema? Come è possibile notare dalla foto, nella maggioranza dei casi (per non dire sempre), l’autovelox viene posizionato all’interno del furgoncino ed il furgoncino viene parcheggiato sul marciapiedi.

A questo punto ci chiediamo: è lecito, per accertare l’infrazione di un articolo del codice della strada (nella fattispecie l’art. 142 che stabilisce i limiti di velocità), violarne un altro (nella fattispecie l’art. 158 comma h che vieta la sosta e la fermata sui marciapiedi)? A nostro parere no, in questo caso la sanzione perde il suo significato educativo e appare come uno strumento che ha un solo scopo: fare cassa.

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