Cultura

Il battesimo del neo comitato scientifico dell’Irssat: l’alba di un nuovo rapporto tra Università e territorio

A pochi giorni dall’evento del 26 gennaio 2018 presso il rettorato dell’ ateneo catanese, cogliamo il significativo tentativo del confluire dei saperi attorno ai problemi della realtà per ricondurli ad una “visione” del mondo.

L’Università siciliana cerca di recepire i nuovi stimoli che il divenire del mondo pone alla elaborazione e alla ricerca, per fondare un nuovo progetto di formazione.

Sembra questo il senso delle parole dell’assessore regionale all’Istruzione e alla formazione professionale Roberto Lagalla, allorchè consegnano all’Istituto di ricerca, sviluppo e sperimentazione sull’ambiente e il territorio (Irssat) l’impegnativo e ambizioso compito della transizione dalla ricerca multidisciplinare a trans-disciplinare con conoscenze sempre più integrate e confronto costante verso nuove competenze.

La sfida è cercare nuove sintesi, sia pure labili, provvisorie e revocabili, ma tali comunque da stimolare la riscoperta delle “connessioni” che, al di là di ogni possibile destrutturazione, tengono uniti i frammenti del mondo che vive sotto i nostri occhi.

 Nel solco del collegamento tra saperi e natura, l’Irssat  nel 2009 ha partecipato al bando Life+ con il progetto “N.O.WA.S.T.E.” acronimo di “New Organic Waste Sustainable Treatment Engine” (nuovo elettrodomestico per il trattamento dei rifiuti organici domestici) ottenendo il cofinanziamento dal parte della Commissione Europa.
Il progetto Nowaste ha consentito di realizzare e brevettare il “robot-mangia rifiuti” e di avviare le prime due fasi di sperimentazione dell’azione, ottenendo importanti riconoscimenti anche dalla Commissione europea e l’adesione di 20 comuni alla rete regionale Nowaste siciliana.

Al 2016 risale altresì il contributo Irssat al tavolo Rifiuti/Energia nell’ambito della Strategia nazionale Aree Interne, segnatamente a favore dell’area prototipale “Val Simeto”.

La proposta  s’è focalizzata sulla bio-digestione anaerobica di piccola taglia per i tre Comuni dell’Area Progetto SNAI (Adrano, Biancavilla, Centuripe) con impianti di micro-cogenerazione. Tale azione prevede che siano le stesse autorità comunali a realizzare e gestire i benefici delle produzioni connesse alla bio-digestione sia in termini di produzione elettrica che di trattamento dei rifiuti.

Sul fronte energia, L’Irssat ha avanzato un’idea forte: “l’attuazione di forme di sviluppo innovative rivolte alla rigenerazione di una economia diffusa e di una caratterizzazione elettrica dell’Area che possa contribuire a un ritorno alla terra”. I presupposti di questa idea sono stati presentati a partire da tre postulati: 1)Generare dove serve; 2) Impegnare dove si crea; 3)            distribuire in reti solidali.

Nello stesso anno si colloca la pubblicazione dal titolo “Turismo sostenibile in Sicilia, le 7 proposte dell’Irssat” che ha ottenuto l’apprezzamento dell’assessorato regionale al Turismo per il contributo dato alla consultazione pubblica per le costituende Destination management organization.

 Al 4 marzo 2017 risale il convegno  “Democrazia partecipativa per lo sviluppo sostenibile” e la proposta per la scrittura di una carta che impegna la regione Sicilia a tenere conto degli input, delle proposte e dei progetti che nascono nelle realtà territoriali locali, garantendone il pieno sostegno e la promozione in tutte le fasi di realizzazione, rendendo effettivi i principi costituzionali di partecipazione, solidarietà e buon andamento della pubblica amministrazione, così come rafforzati da quello più recente di sussidiarietà sancito dall’articolo 118 della Costituzione.

Per ultimo, è del giugno 2017 l’intervento Irssat – con il Cnr-Itae di Messina (capofila) e con gli atenei di Catania e Palermo –   per la promozione di una task force interdisciplinare contro la desertificazione che ha consentito di presentare il progetto “Smart Land Italian Management” che integra soluzioni innovative per il contrasto ai cambiamenti climatici e l’agricoltura sostenibile tramite una fattoria energeticamente autosufficiente e la promozione di tecniche agricole biologiche e ad emissioni zero. Il progetto è al vaglio della Commissione Europea nell’ambito della misura Life 2014-2020.
 

 

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