Cronaca

Bilancio partecipativo a San Giovanni La Punta, il consigliere Rannone presenta un’interrogazione

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

democrazia-partecipativaFiato alle trombe Turchettiiiii !!!!! Esordiva un grande presentatore di quiz che non è più con noi. Anche il Sindaco Bellia e tutta la sua Giunta avrebbero dovuto annunciare con grande giubilo di far ricorso al Bilancio Partecipato per decidere in quale capitolo di spesa accreditare i fondi regionali destinati a progetti proposti e scelti direttamente dai cittadini. È, infatti, una vera rivoluzione nel campo della trasparenza amministrativa e, soprattutto della democrazia, mettere in pratica la Legge Regionale n. 5 del 28 gennaio 2014, nata da un emendamento del MoVimento 5 Stelle,  che obbliga i Comuni ad utilizzare almeno il 2% dei trasferimenti della Regione per forme di Democrazia Partecipata, utilizzando strumenti che coinvolgano la cittadinanza per la scelta di azioni di interesse comune. La rivoluzione consiste, infatti, nel far decidere ai Puntesi, tramite un percorso partecipativo più o meno lungo, come destinare una parte dei fondi del bilancio comunale (nello specifico circa 16.000 Euro), per farli riappropriare delle funzioni e dell’orgoglio dell’appartenenza ad una comunità e per essere i principali artefici delle scelte e dello sviluppo della stessa.

E invece, altro che “fiato alle trombe”! A S.Giovanni La Punta quasi nessuno sapeva del sondaggio on-line, ma tuttora se chiedete a qualcuno cosa sia il “Bilancio Partecipato”, vi guarderà come un marziano, tant’è vero che in un paese di 23.000 abitanti hanno partecipato al sondaggio soltanto 250 persone, un ottimo risultato per il sidaco Bellia, anche se si tratta soltanto di poco più dell’1%! Chissà se il caro Sindaco sarebbe stato soddisfatto di ricevere, in campagna elettorale, poco più dell’1% dei voti!

Nessuna azione informativa né formativa  è stata adottata nei confronti degli abitanti se non il sondaggio (non pubblicizzato) sul sito istituzionale, escludendo di fatto chi non ha i mezzi o le capacità per collegarsi ad internet (es. le persone anziane). Come si può pretendere di coinvolgere in decisioni collegiali una popolazione che ignora persino i propri diritti? Inoltre lo strumento della votazione on-line aperta a chiunque, non richiedendo  nessuna iscrizione né documento, non ha potuto filtrare eventuali voti ai non aventi diritto (es. non residenti)!

Gli stessi 5 punti inseriti nel sondaggio non si sa in che modo siano stati scelti , né in base a quali segnalazioni/proposte da parte dei cittadini siano stati individuati. Per questi motivi la consigliera comunale del MoVimento 5 Stelle, Giusy Rannone, ha presentato al Sindaco un’interrogazione che attende risposte. – Perchè il sindaco non incontra i cittadini come faceva in campagna elettorale? Non ha più “tempo” per informarli e ascoltare le loro necessità, proprio adesso che ha gli strumenti trasparenti per farlo? – si chiede la Rannone. Una semplice campagna informativa di affissioni e annunci su quotidiani avrebbe sortito migliori risultati!

Comunque sia ha vinto col 46,7% dei voti il Potenziamento dell’intervento economico denominato assegno civico cioè attività lavorative temporanee per soggetti disoccupati indigenti”

La mancanza di informazioni sui parametri che saranno usati per individuare  questi soggetti disoccupati indigenti, ci fa temere che si possa favorire la nascita di un altro bacino di voti di scambio.

Così un emendamento del Movimento 5 stelle che avrebbe voluto portare maggiore trasparenza amministrativa e partecipazione democratica, rischia di venire relegato in un link ormai inattivo del sito e ridotto a semplice prassi burocratica per giustificare, ancora una volta, favori a chi “si è comportato bene”. Con la speranza che si tratti solo di un cattivo pensiero, si attende la risposta all’interrogazione posta al Sindaco dalla consigliera Rannone, portavoce dei cittadini puntesi e rappresentante di quel Movimento che ha fatto della democrazia partecipata la propria bandiera.

 

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