Cronaca

Blitz al canile di San Giovanni Galermo, riscontrate irregolarità

SAN GIOVANNI GALERMO – Significative criticità per il trattamento ed il benesseredegli animali ospitati. È quanto è emerso dal controllo effettuato dagli agenti del commissariato Borgo – Ognina, coadiuvati dagli agenti della Squadra Cinofili e dal personale dell’ASP Veterinari presso il canile ubicato nel quartiere di San Giovanni Galermo. 

All’atto del sopralluogo sono emerse diverse irregolarità inerenti trattamento ed il benessere degli anomali: la struttura, infatti, ospita ben 517 cani e diversi gatti. Gli animali sono ospitati nella struttura per le necessarie cure mediche e le carenti condizioni igienico-sanitario riscontrate nei luoghi di provenienza. 

Ad affidare gli animali alla struttura, gestita da privati, sono numerosi comuni della provincia (tra i quali il Comune di Catania) che in virtù delle convenzioni pagano, per ciascun animale, un corrispettivo giornaliero. 

LE IRREGOLARITA’. Gli operatori hanno rilevato che il terreno era cosparso di mangime secco che invece avrebbe dovuto trovarsi nelle apposite ciotole, che l’interno di alcune delle vasche di materiale plastico rigido, utilizzate per l’acqua da bere, presentava un sottile strato di alghe e, infine, hanno riscontrato la presenza di abbondanti deiezioni non ancora rimosse dal personale di pulizia della struttura.

Le suindicate criticità rilevate all’atto del sopralluogo, denotano errori di gestione che, perpetuandosi nel tempo, possono determinare scarsa qualità della gestione e del governo degli animali, potendosi configurare pertanto condizioni di sofferenza, in contrasto alle aspettative etologiche proprie della specie.

Alla luce dei fatti sopra esposti si è proceduto ad indagare l’amministratore delegato del canile e i due veterinari responsabili di detta struttura per il reato di cui all’art. 727 C.P. che, tra l’altro, punisce chi “…detiene animali in condizioni incompatibili con la loro natura, e produttive di gravi sofferenze.

Il Responsabile del canile, B.G., altresì, è stato sanzionato ai sensi dell’art. 26 della Legge Regionale numero 15/2000 che prevede una sanzione pecuniaria di carattere amministrativo, perché nel canile non venivano garantite buone condizioni di vita dei cani ospitati e rispetto delle norme igienico sanitarie.

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