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Bronte unita contro la chiusura del punto nascite dell’ospedale cittadino

Ospedale

A cura di Ornella Fichera

Un conto è il tasso di natalità che nel nostro Paese scende ai minimi storici, un conto è la clamorosa chiusura in pochi mesi di ben due punti nascita nel giro di pochi kilometri.
Dopo la discussa chiusura di qualche mese fa del punto nascite dell’Ospedale “S.S. Salvatore” di Paternò, sembra prospettarsi, infatti, lo stesso epilogo per quello del presidio ospedaliero brontese “Castiglione-Prestianni”. Sarebbe il secondo punto nascite a chiudere nel giro di pochissimo tempo, per effetto dei tagli attuati dai governi nazionale e regionale, in un territorio, quello alle falde dell’Etna, denso per popolazione che vede già i cittadini di Paternò e paesi limitrofi costretti a rivolgersi alle più distanti strutture ospedaliere di Catania, e che in maniera analoga costringerebbe i cittadini di grossi centri come Bronte, Maletto e Randazzo a rivolgersi altrove, con tutti i problemi connessi alla non tempestività degli interventi in caso di urgenza.
Il neoeletto sindaco di Bronte Graziano Calanna ha indetto un vertice cui hanno partecipato i primi cittadini di Randazzo, Maletto, Maniace, Cesarò e Santa Domenica Vittoria, gli assessori designati di Bronte, diversi consiglieri comunali, i rappresentanti della associazioni brontesi ed i medici.
Durante il vertice, il sindaco ha esposto quanto discusso con l’assessore alla Salute Lucia Borsellino per programmare le iniziative da intraprendere.
Emerge che mai si potrebbe rinunciare la punto nascita brontese per le difficoltà che soprattutto d’inverno questo territorio denuncia.

«Chiederemo di essere ascoltati dalla Commissione regionale alla Sanità e dal Ministero della Salute – ha dichiarato il sindaco – per dimostrare, carte alla mano, che il provvedimento che chiude il Punto nascita dell’Ospedale di Bronte è irragionevole. Se dovessero perseguire in questa che considero una follia amministrativa porremo in essere ogni forma di lotta». «La verità – ha ribadito Calanna – è che l’assessore Borsellino ha chiesto al Ministero della Salute di poter derogare alla chiusura dei 9 punti nascita inizialmente indicati del ministro Lorenzin. Non si capisce perché e con quale criterio sono stati salvati solo Pantelleria, Corleone e Nicosia».

Calanna ha infine ringraziato per la presenza il dott. Salvatore Gullotta, che in passato ha difeso l’ospedale, e che durante il vertice ha ribadito come il problema vada risolto politicamente, come non si possa ragionare guardando esclusivamente ai numeri quando si parla di assistenza sanitaria ed ha mostrato molti dubbi sull’effettivo risparmio quando una partoriente viene trasferita altrove.
Adesso il sindaco di Bronte, forte del mandato ricevuto dall’assemblea, chiederà di essere ascoltato da Regione e Governo. La battaglia è appena cominciata.

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