Politica

Cacciamo il comune di Motta Sant’Anastasia dal Patto di Fiume Simeto

Adesso basta, servono azioni esemplari. Non è più tollerabile che la politica si prenda gioco della società civile, utilizzandola a proprio piacimento. Non è possibile essere contemporaneamente guardie e ladri, topi e gatti, giudici e imputati. Allo stesso tempo non è possibile essere contemporaneamente dentro il Patto di Fiume Simeto e acconsentire ad un progetto che prevede nel territorio la nascita di un inceneritore.

Mi preme ricordare che il Patto di Fiume Simeto è un contratto di fiume stipulato VOLONTARIAMENTE nel maggio del 2015 da dieci comuni, dall’Università di Catania e decine di associazioni locali, nato dalla lotta all’inceneritore che doveva sorgere a Paternò con il piano rifiuti del 2002 e che pone in primo piano la strategia Rifiuti Zero, la stessa che contrasta discariche ed inceneritori. Ed allora mi chiedo: un comune che si impegna, volontariamente, a contrastare discariche ed inceneritori come può deliberare favorevolmente davanti alla costruzione di un impianto di questo tipo?

È già difficile tollerare le amministrazioni che non rispettano gli impegni presi nell’ambito del Patto di Fiume Simeto, ma non è ammissibile che queste procedano in direzione opposta. La giunta di Motta Sant’Anastasia ritiri la delibera n. 83 del 19 dicembre o vada fuori dal Patto di Fiume. Senza se e senza ma.

Clicca qui per visionare la delibera: delibera-motta

Dario Lazzaro
Direttore Responsabile
La Gazzetta Catanese.it

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