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Calatabiano. L’omicida di Maria Ruccella è Paolo Cartelli. Movente dell’omicidio: 10 euro di debito

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Ieri sera i Carabinieri del Comando Provinciale di Catania, collaborati da quelli delle articolazioni Anticrimine di Palermo e Catania, dal Reparto Crimini Violenti del R.O.S. e dal R.I.S. di Messina, hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, Paolo Cartelli, 36enne di Calatabiano, per il reato di omicidio.

Nel pomeriggio del 3 ottobre, alle ore 16 circa, i Carabinieri di Calatabiano avevano ritrovato Maria, Ruccella all’interno della sua abitazione con la gola tagliata ed ormai agonizzante.

Sul posto erano interventi immediatamente i Carabinieri del R.I.S. di Messina e della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale dei Carabinieri di Catania.

L’omicida era entrato nella abitazione della donna. L’assassino, dopo aver colpito la vittima alla testa con una bottiglia,  aveva sferrato alla gola il fendente mortale con il collo del recipiente per poi fuggire dal retro gettando a terra il vetro.

Dopo l’accaduto, i Carabinieri del Reparto Operativo e quelli della Compagnia di Giarre, collaborati dal Reparto Crimini Violenti del R.O.S., giunti sul posto da Roma, hanno cominciato a scandagliare la vita privata della vittima. Gli investigatori hanno, inoltre, acquisito le immagini da tutte le telecamere del paese. Nel frattempo il R.I.S. di Messina è riuscito ad esaltare un frammento di impronta digitale dal collo della bottiglia. Gli investigatori, nel corso della notte, hanno effettuato così una serie di controlli in paese ed hanno interrogato decine di persone.

Nel pomeriggio di domenica 4 ottobre, una donna ha chiamato in caserma e ha chiesto di parlare con il Comandante della Stazione.

La donna ha confessato al sottufficiale che il figlio, Paolo Cartelli di 36 anni,  era l’autore dell’omicidio.

I Carabinieri hanno ritrovato presso l’abitazione del soggetto i vestiti insanguinati indossati durante l’azione delittuosa.

L’uomo, accompagnato presso il Comando Provinciale di Catania, è stato interrogato dal dott. Pasquale Pacifico e dai Carabinieri fornendo una piena confessione dell’accaduto, riconducendolo al diniego opposto dalla vittima di saldare nei suoi confronti un debito di 10 euro.

Paolo Cartelli,  dopo essere stato sottoposto ai rilievi foto-segnaletici che hanno consentito di riscontrare la compatibilità con l’impronta digitale ritrovata sul collo della bottiglia, è stato accompagnato nel carcere di Piazza Lanza in attesa dell’udienza di convalida che si terrà nei prossimi giorni.

 

Dario Milazzo

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