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Calcio Catania: il nuovo CDA serve a cosa?

Con un comunicato stampa il Calcio Catania, nella giornata di ieri, ha annunciato il nuovo Consiglio di Amministrazione della società rossazzurra. Come annunciato da tempo, non fa più parte del CDA Pietro Lo Monaco, in quanto sono state accettate le dimissioni del dirigente campano come Amministratore Delegato del Club. L’incarico viene affidato a Giuseppe Di Natale, ingegnere nato a Palermo 51 anni fa, che dal 2015 al 2018 ha ricoperto il ruolo di commissario del Cara di Mineo. Al nuovo amministratore, si legge nel comunicato, spetterà, tra l’altro, il compito di elaborare un piano strategico finalizzato al superamento dell’attuale fase, nell’ottica del raggiungimento degli obiettivi societari e sportivi. Un compito non semplice, ovviamente, considerando lo stato di difficoltà economica che sta attraversando il club di Via Magenta, con conseguente ricaduta anche sui risultati sportivi della squadra.

Il nuovo AD, però, sulle pagine de La Sicilia ha fatto sapere di essere pronto per il nuovo impiego: “Mi piace il calcio, ho già qualche idea e sono al lavoro. Chiedo alcuni giorni di tempo per verificare la situazione societaria, cosa c’è da fare. Le carte vanno viste attentamente, i conti fatti bene. Ci vuole un programma specifico. Farò del mio meglio”. Ovvio che i propositi sono positivi per poter rilanciare un club che da troppo tempo naviga in brutta acque e le cui prospettive future non certo floride.

Ma il rinnovato CDA può portare davvero ad un rilancio del club gestito dalla proprietà facente capo all’holding Finaria? La certezza è che, allo stato attuale, è cambiato solo un membro del Consiglio di amministrazione, ma la situazione delle casse societarie impone altro genere di cambiamenti per poter consentire alla matricola 11700 di restare ancora in vita.

Se da parte della proprietà il rinnovato CDA è un segnale per un’apertura ad un’eventuale passaggio di consegne a nuovi acquirenti, allora il lavoro dell’AD Di Natale sarà quello di traghettatore verso una nuova proprietà, ma se invece ci sarà la volontà di continuare con chi è già a capo del Calcio Catania, Di Natale avrà un compito davvero arduo per amministrare un club che attualmente, come detto dal suo predecessore, è una baracca abbandonata da tutti.

In tutta questa confusione societaria c’è la squadra che, tra le mura di Torre del Grifo, sta preparando la trasferta di Cava dei Tirreni per la gara di domenica prossima contro la Cavese. Lucarelli, nel post gara contro il Monopoli, ha lanciato un allarme sulla condizione mentale della squadra che rischia di essere risucchiata in qualcosa di pericoloso in termini di classifica. Serve ritrovare fiducia e ottimismo, ma non è semplice ottenerli in un ambiente che sta attraversando uno dei periodi più brutti della sua storia.

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