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Calcio Catania: società attiva tra penalizzazione, cassa integrazione e… cessione

Sono passati circa 20 giorni dall’ultima volta che un pallone di calcio rotolava su un campo di calcio in Italia, poi l’emergenza COVID-19 ha reso impossibile proseguire ogni tipo di competizione sportiva.

Il Catania, così come tutte le altre società sportive italiane, è fermo in attesa di capire se e in che modo si concluderà la stagione agonistica 2019-2020. Purtroppo, la pandemia da CoronaVirus non consente, al momento, di poter fare ipotesi su quando far ripartire le diverse competizioni, anzi la possibilità che tutto venga congelato fino all’inizio della prossima stagione si fa sempre più forte.

La società rossazzurra attende ma nel frattempo il nuovo CDA presieduto dal Presidente Astorina lavora quotidianamente per cercare di trovare soluzioni che possano alleviare la già complicata situazione economica del club etneo. Proprio Astorina, intervistato dal portale tuttomercatoweb.com ha affermato: “Il Calcio Catania ha dei problemi da tempo che sono sempre stati affrontati e superati grazie al socio di maggioranza. Oggi anche questo socio è in una situazione molto critica e da qui nasce la situazione attuale. L’unico polmone rimasto a disposizione era il centro sportivo, Torre del Grifo, ma per le norme imposte dal Governo per il contenimento del Coronavirus è stato costretto a chiudere. Detto questo noi anche in questa situazione ci stiamo muovendo per cercare di risolvere il problema e sono fiducioso che a breve si possa arrivare ad una soluzione. Se ci arriveranno delle penalizzazioni le prenderemo perché ci sono delle regole e le accetteremo”.

Le penalizzazioni alle quali fa riferimento Astorina sono quelle relative al mancato pagamento degli stipendi dei calciatori dei mesi di gennaio e febbraio, così come annunciato da mister Lucarelli sempre ai microfoni di tuttomercatoweb.com: “Gli stipendio di gennaio e febbraio ancora non ci sono arrivati e per molti giocatori può essere un problema dato che prendono sui mille e cinquecento euro: la C è più vicina al dilettantismo, la A è un’altra realtà. Si dovrà trovare il giusto compromesso: giusta la sospensione, ma non si può spegnere così all’improvviso. Mi viene detto che l’input è quello di finire la stagione, in qualsiasi data si ricomincerebbe e mi trovo d’accordo.

Ad alleggerire temporaneamente le uscite mensili delle casse di Via Magenta è arrivato, però, un provvedimento da parte dell’istituto per il credito sportivo (Ics) che ha reso nota la decisione di congelare il pagamento delle rate in scadenza da marzo a settembre per sostenere le attività imprenditoriali danneggiate dall’emergenza coronavirus.

Una soluzione di cui potrebbe beneficiare anche il Catania per quanto riguarda il mutuo di Torre del Grifo e che, unita alla possibilità di mettere i calciatori in cassa integrazione per le mensilità in cui non si sta svolgendo attività agonistica, potrebbe dare un aiuto alla disponibilità economica della società etnea.

Tutto questo mentre, in totale riservatezza, giungono sussurri sui primi movimenti ufficiali legati alla cessione della società alla cordata di imprenditori sostenuta dal comitato presieduto da Fabio Pagliara e Maurizio Pellegrino.

Insomma, in casa Catania l’attività non si ferma mai e anche se Lucarelli e i suoi ragazzi sono distanti ma uniti così come tutto il resto della popolazione, la dirigenza è attiva per cercare di salvare la vita del club, nella speranza che presto il pallone tornerà a rotolare sui campi da calcio di tutto il mondo.

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