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Catania: 3 sconfitte in 7 partite. Le scelte della società pesano sul cammino dei rossazzurri?

Reduce dalla terza sconfitta consecutiva in trasferta, il Catania si prepara ad affrontare un nuovo impegno lontano dal Massimino dovendo affrontare domenica prossima la capolista Ternana.

Mister Camplone le sta provando tutte per cambiare questo trend negativo che non consente ai rossazzurri di ottenere punti lontano da Catania ma, forse, le responsabilità su queste sconfitte non sono solamente da attribuire al tecnico di Pescara.

Tante, infatti, sono le situazioni extracampo che hanno scosso un ambiente che da anni sta cercando di ricompattarsi dopo gli eventi emersi nel giugno del 2015 e che, ancora oggi, al quinto anno di Serie C non riesce ad essere coeso, compatto e deciso a riconquistare categorie più consone al blasone della società rossazzurra e tutto ciò, inevitabilmente, ricade sul clima che si respira all’interno delle stanze di Torre del Grifo.

L’ultima notizia giunta proprio dagli uffici di Via Magenta è un segnale di volontà da parte della proprietà di voler continuare il proprio percorso in rossazzurro con la nomina di Nino Pulvirenti all’interno del nuovo Consiglio di Amministrazione della società, ma l’impegno e lo sforzo, non solo economico, che l’ex Presidente ha fornito e sta fornendo in questi anni non è ancora bastato per uscire dalle sabbie mobili della Serie C.

Serve qualcos’altro per poter andare via dal campionato di terza serie e, al momento, le mosse operate dalla dirigenza non stanno dando i frutti sperati.

L’annuncio giunto il 15 settembre, appena dopo la vittoria sulla Viterbese, dell’epurazione di tre calciatori simbolo come Biagianti, Bucolo e Marchese è stato un fulmine a ciel sereno e se da par suo la dirigenza ha motivato la scelta come provvedimento disciplinare è evidente come Camplone si sia ritrovato in rosa tre elementi in meno a mercato già chiuso.

Non solo, in tutta la preparazione estiva Bucolo era spesso utilizzato come uomo di centrocampo che faceva legna accanto a Lodi e Welbeck e in sua assenza Camplone ha dato questo ruolo a quel Rizzo che, di contro, aveva fatto tutta la preparazione ai margini della squadra perché in odore di cessione. Anche su Marchese si può dire lo stesso perché il Pinto visto a Potenza o a Reggio Calabria avrebbe avuto bisogno di un cambio con un elemento di esperienza e maturità come il terzino di Delia.

Invece, a Reggio nei secondi 45 minuti abbiamo visto sulla fascia sinistra l’adattato Kevin Biondi che, pur non sfigurando, ha giocato in una posizione non sua.

Chiaro, dunque, come Mister Camplone si trovi a gestire un gruppo che non era quello con cui si era iniziata la stagione e se ai tre calciatori sopra citati sommiamo i vari Sarno, Catania, Barisic e Saporetti, fermi da settimane per vari infortuni ecco che l’allenatore abruzzese si ritrova un organico poco competitivo per poter lottare ai vertici della classifica.

Ricorrere al mercato degli svincolati non è un’ipotesi che la società ha mai fatto capire di voler operare e se a ciò aggiungiamo che anche la posizione del Direttore Sportivo attualmente è libera, a seguito dell’addio di Cristian Argurio, anche in tal senso i tasselli non sembra tutti al posto giusto.

Lo spettro che anche questa stagione posso essere priva di gioie ed entusiasmo comincia ad aleggiare nella città dell’elefante ma, fortunatamente, il tempo è ancora un fattore determinante considerando che si sono disputate solo 7 giornate.

Il campionato è ancora lungo e se si ritrovano serenità, coesione e carattere in tutto l’ambiente rossazzurro la squadra di Camplone potrebbe ancora dire la sua. Forza Catania!

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