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Catania: bene sequestrati all’imprenditore Santo Massimino

I Carabinieri del ROS e quelli del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro dei beni emesso (ai sensi dell’art. 321 commi 1 e 2 c.p.p.) dal Tribunale di Catania – Quarta Sezione Penale (e reso esecutivo con sentenza della Corte di Cassazione del 09.03.2015) nei confronti di Santo Massimino, tratto in arresto dal ROS nell’ambito dell’indagine IBLIS il 03.11.2010 e condannato in primo grado il 09.05.2014 alla pena di anni 12 poiché ritenuto responsabile di avere concorso nella famiglia di Cosa Nostra catanese Santapaola – Ercolano.
Il provvedimento, che si fonda sulle emergenze investigative provenienti dalle attività condotte dal ROS, è sorretto dagli esiti dell’indagine IBLIS, svolta dalla Sezione Anticrimine di Catania in direzione delle famiglie di Catania, Ramacca e Caltagirone, che ha permesso di raccogliere decisivi elementi probatori sull’evoluzione di Cosa Nostra. Da queste indagini, infatti, è emerso che Massimino concorreva nella famiglia di Cosa Nostra catanese quale imprenditore che metteva a disposizione di detto sodalizio la sua attività imprenditoriale, in stretta connessione con l’allora rappresentante provinciale Vincenzo Aiello ed altri affiliati mafiosi di rango, partecipando alla distribuzione di lavori controllati direttamente o indirettamente dall’organizzazione criminale a cui versava anche delle somme di denaro e permettendo ad imprese mafiose o a disposizione della medesima associazione di partecipare alle attività economiche intraprese, così, da un lato ponendo e mantenendo le sue imprese nel mercato in violazione delle regole della libera concorrenza e dall’altro apportando un concreto contributo causale ai fini della conservazione, del rafforzamento e, comunque, della realizzazione anche parziale del programma criminoso di Cosa Nostra etnea. Grazie alle attività d’indagine svolte è in particolare emerso il rapporto esistente tra Massimino ed Aiello Vincenzo. Il valore delle 6 aziende oggetto del sequestro, attive nel settore della edilizia e nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili, è pari a circa 26 milioni di euro.

@MilazzoDario

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