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Catania-Cavese 4-0: tre punti e tante Lodi!

Nel turno infrasettimanale del campionato di Serie C il Catania torna alla vittoria battendo in casa la Cavese con il punteggio di 4-0.

Dopo il 3-5-2 fallimentare di Monopoli, Camplone ritorna al classico 4-3-3 con l’inserimento di Rizzo a centrocampo e Di Molfetta in attacco a completare il trio d’attacco con Mazzarani e Di Piazza.

L’avvio della gara vede un Catania molto propositivo con gli esterni Mazzarani e Di Molfetta che si scambiano spesso la posizione sugli esterni ed il solito dinamismo a centrocampo di Welbeck che recupera da subito palloni vaganti nella zona mediana del campo.

Ci prova Di Molfetta al 10mo, ma il suo tiro a giro finisce di poco a lato. Poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Silvestri di testa impegna il portiere avversario.

Al 18esimo bella combinazione tra Di Molfetta e Mazzarani con quest’ultimo che viene atterrato dalla difesa avversaria poco prima di entrare in area di rigore. Sulla conseguente punizione Lodi è un cecchino terribile e con una parabola perfetta batte il portiere della Cavese portando in vantaggio il Catania.

Quarta rete in campionato per il numero 10 rossazzurro che si conferma, ancora una volta, una specialista dei calci piazzati.

Il Catania non si accontenta del vantaggio e continua a stazionare nella metà campo avversaria anche se la Cavese, con il suo 4-3-3, non disdegna sortite offensive senza però rendersi pericoloso dalle parti di Furlan.

È il Catania, invece, che si vede annullato il raddoppio al 33esimo con l’arbitro che sanziona una posizione di fuorigioco di Di Piazza, bravo a spingere in rete un perfetto assist di Mazzarani.

Il numero 9 rossazzurro, però, il goal lo trova proprio nell’unico minuto di recupero del primo tempo quando, ben servito da Lodi, si gira bene in area di rigore e batte con un preciso il portiere Bisogno.

2-0 Catania e arbitro che fischia la fine dei primi 45 minuti con il pubblico che gradisce il vantaggio nonostante i cori intonati per tutto il primo contro il direttore Lo Monaco.

Il secondo tempo si apre con l’ingresso in campo del grande ex Andrea Russotto, applaudito dal pubblico di casa, ma il trend della gara non cambia con il Catania a fare sempre la partita e a rendersi pericoloso dalle parti di Bisogno.

Al 52esimo Mazzarani tenta l’eurogoal con una mezza rovesciata in area di rigore ma la palla finisce alta.

Pochi minuti dopo è Di Molfetta che prova la conclusione con un destro a giro da buona posizione, ma la mira non è delle migliori.

Camplone a questo punto si affida ai cambi ed entrano Llama, Dall’Oglio e Curiale al posto di Mazzarani, Rizzo e Di Piazza ed anche Campilongo opera dei cambi, ma la sua squadra non riesce a rendersi pericolosa, anzi è il Catania ad andare ancora alla conclusione sempre con il solito Di Molfetta, alla ricerca disperata del primo goal in maglia rossazzurra.

Al 75esimo gli ospiti si riversano nell’area rossazzurra e appena entrato in area Sainz-Maza viene atterrato da Mbende. Per l’arbitro è calcio di rigore ma il numero 10 De Rosa calcia la massima punizione sul palo lasciando il risultato sul 2-0 e togliendo alla squadra campana la possibilità di riaprire la gara.

Così il Catania continua a gestire e proprio al 90esimo una bella discesa di Llama trova la sovrapposizione di Pinto che di prima intenzione crossa al centro per l’accorrente Curiale che viene anticipato dal difensore Marzorati che maldestramente insacca nella propria porta.

Terza rete rossazzurra e partita in cassaforte, ma il Catania non è sazio e proprio allo scadere ancora una splendida punizione di Lodi fissa il punteggio sul definitivo 4-0. Doppietta per il numero 10 rossazzurro e quinta rete in campionato per quello che ormai è il leader della formazione etnea.

Vittoria importante per gli uomini di Camplone che si rilanciano in classifica mostrando anche un discreto gioco frutto di un buon possesso palla e di un’ottima interpretazione degli esterni d’attacco.

Da segnalare ancora la buona prestazione di Welbeck, aiutato nella fase di interdizione da un Rizzo che si è dimostrato un elemento sul quale puntare.

A fine gara il pubblico ha applaudito i calciatori, ma non ha interrotto i cori nei confronti della dirigenza per una spaccatura tra società e tifosi che rimane l’unica nota stonata di una serata quasi perfetta.

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