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Catania. “L’acqua o’ linzolu” restituita alla città

Fontana dell'Amenano

Il sindaco Bianco con la Soprintendente Fulvia Caffo e il direttore dell’Accademia di Belle Arti Virgilio Piccari, alla presenza dell’assessore alla Cultura Orazio Licandro e quello al Decoro Urbano Salvo Di Salvo, ha dato vita alla cerimonia di “svelamento” della Fontana dell’Amenano o “Acqua o’ linzolu”, visibile al pubblico dopo 5 mesi di restauro completo.
Gli artefici del restauro della celebre statua, tutti allievi dell’Accademia, diretti da Enrico La Rosa sono: Filippo Davì, Nunziella La Placa, Chiara Castro, Sara Albanese, Aurelia Agosta, Roberta Tringali, Marisa Cappello, Laura La Rosa, Tanya Laudani, Noemi Rapisarda, Erica Minni, Manuela Carullo e Sara Di Marco. Con loro i tutor-cultori Francesca Riccina, Maurizio Palano e Lorenzo Basile. Si sono ccupati della “dipintura” Salvo e Federico Alibrio, Graziano Finocchiaro, Pier Luigi Portale e Salvo Ecora.
La fontana n marmo di Carrara, è stata realizzata dal maestro napoletano Tito Angelini e rappresenta il fiume Amenano come un giovane che tiene una cornucopia dalla quale fuoriesce dell’acqua che si versa in una vasca dal bordo bombato, mentre i tritoni furono realizzati dai fratelli Pietro e Filippo Bardi.
Enzo Bianco ha dichiarato: “Siamo nel cuore di una delle più belle piazze barocche d’Italia così è stata definita piazza Duomo da illustri critici dell’arte. E gli elementi identificativi di questa piazza prima ancora del prospetto barocco della Cattedrale, del Palazzo dei Chierici, del Palazzo degli Elefanti, i simboli per i catanesi sono il “Liotru” e quella che per noi è “L’acqua o’ linzulu”. Ogni volta, da assiduo frequentatore della Pescheria, che passavo da qui non ne potevo più di vederla sporca e danneggiata. Ed allora ho lanciato un appello che è stato raccolto dall’Accademia delle Belle Arti e in particolare dal suo direttore che ringrazio di cuore come ringrazio i ragazzi che hanno lavorato. Sono contento che questa fontana sia tornata alla sua originale bellezza. Per di più senza spendere un solo centesimo”.

Cettina La Fata

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