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Catania-Monopoli 0-2: è l’inizio della fine? E Lucarelli inizia a pensare alla salvezza

Allo stadio Angelo Massimino il Catania perde per la prima volta in stagione tra le mura amiche per 2-0 ad opera del Monopoli. La squadra pugliese, allenata dall’ex calciatore etneo Peppe Scienza, ha avuto vita facile contro una squadra, quella di Lucarelli, ormai allo sbando per via di una situazione societaria sull’orlo del baratro.

La sessione di mercato invernale, conclusasi appena due giorni fa, aveva dato un forte segnale sulla crisi economica in cui versa le casse della società di Via Magenta e, pertanto, oggi lo spettacolo visto in campo è naturale conseguenza di una rosa che è uscita fortemente indebolita dalla campagna trasferimenti e che, nonostante impegno e carattere, non è riuscita a tenere testa alla quarta forza del campionato.

Lucarelli, per la terza gara consecutiva, è costretto ad affidarsi a Barisic come terminale offensivo e, tenendo conto delle squalifiche di Calapai e Rizzo, cambia modulo affidandosi ad un 3-4-2-1 cercando di sfruttare al massimo il potenziale a disposizione.

L’avvio di gara, infatti, non è male con i rossazzurri che provano a dettare i ritmi e costringendo gli ospiti a restare chiusi nella propria metà campo. I rossazzurri, però, appena giunti negli ultimi 16 metri si perdono per la pochezza offensiva in campo e così il Monopoli al primo affondo passa.

Discesa sulla destra di Jefferson che mette al centro dove Fella anticipa Biondi e deposita in rete. Monopoli in vantaggio e notte fonda per il Catania che, in un’atmosfera già surreale (solo 3428 spettatori presenti), si ritrova sotto sia nel punteggio e soprattutto nel morale.

I rossazzurri provano a rimboccarsi le maniche, ma la trama di gioco è troppo lenta e, nonostante qualche discesa di Pinto e Biondi sulle fasce, il portiere ospite non viene mai impegnato.

Finisce così il primo tempo ma la sensazione e che nei secondi 45 minuti la musica non cambi.

Nella ripresa, invece, per quanto possibile il Catania gioca anche peggio e così il Monopoli dopo aver sfiorato il raddoppio in più di un’occasione, trova il 2-0 su un tiro di Donnarumma sul quale Furlan commette un grave errore facendosi passare il pallone sotto le braccia.

Rete che è la fotografia del momento rossazzurro, ovvero una squadra che crolla senza la capacità di reagire. Così non accade più nulla fino al triplice fischio (da segnalare, però, il debutto del giovane Rossitto, attaccante della Berretti rossazzurra classe 2001) e a fine gara arriva la terza sconfitta in una settimana, tutte con lo stesso punteggio e tutte senza riuscire a fare goal.

Al termine della gara le dichiarazioni di Lucarelli denotano una situazione davvero critica che, è il caso di tenerlo in considerazione, può clamorosamente degenerare: “Io cerco di fare il mio lavoro, non ho la bacchetta magica e quindi in questa difficile situazione in cui ci troviamo si fa quel che si può per tenere a galla la baracca. Noi veniamo rassicurati dalla proprietà, poi si legge e si sente di debiti pazzeschi, voci destabilizzanti per il gruppo ma andiamo avanti senza piangerci addosso. Oggi il nostro sogno si interrompe, bisogna essere realisti e guardarsi alle spalle. Dobbiamo pensare alla salvezza, con coscienza dobbiamo dire questo: fare 10 punti per arrivare a mantenere la categoria. Ora abbiamo le più forti in casa. e dire casa è dire troppo. Alibi non ne cerco, ma dire che non è semplice mi pare evidente. Non ho mai pensato alle dimissioni. Certo non sono qui per i soldi, vi farò vedere la mia busta paga. Io vado a fondo per ultimo. Sarebbe stato il momento migliore fermarmi adesso, dopo quello che è successo nell’ultima settimana, ma non è il mio stile. Ho detto ai ragazzi di tenere duro e di andare avanti”.

Insomma, dichiarazioni che fanno capire che il momento che sta attraversando il Calcio Catania è, forse, il peggiore dei suoi 74 anni di storia e, proprio per questo, a chi spesso si attacca alla storia per rivendicare periodi in cui i colori rossazzurri si facevano apprezzare in altre categorie si chiede di fare il possibile per passare la mano e dare una speranza di vita alla tanto amata matricola 11700.

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