Sport

Catania-Palermo 0-1: impresa dei rosanero che in 10 puniscono un Catania stanco e sfortunato

Allo stadio Angelo Massimino di Catania va in scena il tanto atteso derby tra Catania e Palermo valevole per la ventottesima giornata del campionato di Serie C girone C.

Una partita, la partita con la P maiuscola, attesa da diversi mesi e che torna a giocarsi tra le mura dello stadio rossazzurro dopo 8 anni di assenza (ultima gara in Serie A terminata con il punteggio di 1-1) e, pertanto, l’adrenalina è alle stelle sia tra i sostenitori etnei che tra gli stessi calciatori rossazzurri che sono stati caricati a doveri da alcuni supporters che hanno atteso il passaggio del pullman rossazzurro tra le vie della città.

Per il derby siciliano mister Raffaele sceglie il suo caro modulo tattico, il 3.4.3, puntando ancora una volta su Confente tra i pali,la linea a tre di difesa è composta da Sales, al rientro dopo la squalifica, Giosa e Silvestri. Centrocampo a 4 con Calapai e Pinto sulle fasce e Welbeck e Dall’Oglio centrale. In avanti Manuel Sarao è affiancato da Russotto e Golfo sugli esterni. In casa Palermo, il tecnico Filippi che ha preso il posto dell’esonerato Boscaglia, schiera un modulo a specchio con il tridente composto da Silipo-Lucca-Floriano.

I primi dieci minuti di gara non offrono un bello spettacolo con le due squadre che si studiano cercando la giocata giusta. Così bisogna attendere il 12esimo per la prima conclusione verso la porta con Pinto che arriva al tiro, a seguito di un bel cross di Calapai, ma la conclusione dell’esterno mancino viene deviata in angolo. I rossazzurri vivono di spunti individuali ma nel complesso la manovra non è fluida e quando si provano affondi offensivi la retroguardia palermitana chiude tutto senza rischiare pericoli. Al 22esimo Palermo vicinissimo al goal con un bellissimo tiro di sinistro da limite dell’area di rigore effettuato da Marconi ma la palla si stampa sulla traversa, a seguito di una leggera deviazione di Confente, per il rammarico del numero 15 rosanero. Prima grande occasione della gara di marca rosanero quasi a sottolineare la scarsa vena offensiva del Catania. Al 26esimo ancora Palermo pericoloso con Lucca che ruba palla a Welbeck sulla trequarti e tira da oltre 30 metri mandando la sfera di poco a lato del palo alla destra di Confente. Al 29esimo altra grossa occasione da rete per il Palermo con Sarao che sugli sviluppi di un calcio di punizione in area rossazzurra toglie il pallone dalla linea di porta etnea su un cross pericoloso di Floriano. Al 36esimo episodio importante: su un pallone vagante poco fuori l’area di rigore rosanero, Marconi entra con la gamba alta sulla testa di Russotto costringendo l’arbitro a sanzionare il fallo con un cartellino giallo che va a sommarsi all’ammonizione presa dallo stesso Marconi appena 7 minuti prima e, pertanto, il numero 15 viene espulso lasciando il Palermo in 10 uomini. Al 42esimo calcio di punizione dal lato sinistro dell’area rosanero calciato da Russotto con uno schema che cerca il velo di Silvestri sul primo palo ma la difesa del Palermo è brava a respingere in corner. Al 47esimo, dopo due minuti di recupero, l’arbitro manda le squadre negli spogliatoi al termine di un primo tempo in cui il Palermo ha avuto le occasioni migliori per passare in vantaggio mentre il Catania, pur mostrando tanta voglia, è apparso un po’ sulle gambe. L’espulsione di Marconi può essere un fattore chiave per il proseguo della gara.

L’inizio di ripresa parte subito forte con il Catania che va vicinissimo al goal: Andrea Russotto, servito da una spizzata di testa di Golfo, entrato in area di rigore prova a piazzare il pallone con il destro mandando la sfera sul palo di destra facendo mettere le mani al volto a mister Raffaele. Al 49esimo altra azione pericolosa del Catania con Russotto che, dopo aver superato un avversario, mette al centro un pallone pericoloso che giunge sui piedi di Welbeck, ma il centrocampista ghanese non riesce a buttarla dentro da buona posizione favorendo il rinvio della difesa del Palermo. Al 55esimo ancora Catania in avanti con Russotto che guadagna un buon calcio di punizione sulla destra di sinistra e sul calcio piazzato Dall’Oglio impegna Pelagotti alla respinta non semplice.

Al 60esimo Palermo in vantaggio: azione manovrata dei rosanero con Luperini che si libera sulla fascia sinistra e mette al centro dell’area di rigore con la palla che giunge a Santana, appena entrato in campo, che stoppa di petto e di collo destro colpisce la sfera mandandola nel set alla destra di Confente. Rosanero in vantaggio nel loro momento peggiore e Catania che viene punito dopo lo sforzo iniziale del secondo tempo. Raffaele corre ai ripari inserendo Di Piazza e Rosaia per Sales e Welbeck, passando al 4-2-4 certamente più offensivo.

Al 64esimo sempre il solito scatenato Russotto prende palla sulla trequarti e poco prima di entrare in area di rigore calcia forte di destro impegnando Pelagotti alla deviazione in angolo. Al 70esimo altro cambio in casa Catania con Manneh che prende il posto di Pinto cercando di dare maggiore spinta sulla corsia sinistra grazie alla velocità del giovane gambiano. Cinque minuti dopo altri cambi offensivi con Albertini e Reginaldo che prendono il posto di Calapai e Golfo cercando maggiore vivacità anche sulla corsia di destra. All’82esimo ancora Russotto, sfortunatissimo, va vicino al goal con un colpo di testa effettuato al centro dell’area di rigore su cross di Di Piazza ma il pallone termina sulla traversa. Altro legno colpito per il numero 7 rossazzurro che non è stato certo assecondato dalla fortuna. All’86esimo spunto di Reginaldo che supera un avversario con un bel dribbling e da oltre 30 metri lascia partire un destro fortissimo che costringe Pelagotti alla deviazione in angolo. Al 92esimo ancora l’attaccante brasiliano pericoloso con un tiro di destro da ottima posizione ma la conclusione del numero 10 rossazzurro finisce alta sopra la traversa. Al 95esimo dopo 5 minuti di recupero l’arbitro effettua il triplice fischio finale che decreta la vittoria del Palermo nel derby sul campo del Catania.

Brutta sconfitta per i rossazzurri che perdono una partita giocata per oltre 60 minuti in superiorità numerica per l’espulsione di Marconi ma senza riuscire a scardinare la difesa dei rosanero che, nell’unica occasione avuta nel secondo tempo, sono riusciti ad andare in rete grazie a Santana. I rossazzurri sono stati penalizzati anche da una buona dose di sfortuna che ha visto Russotto colpire due legni che hanno negato la gioia del goal al numero 7 rossazzurro ma, più in generale, è mancata la costruzione del gioco soprattutto nella fase cruciale della gara quando Raffaele ha rivoluzionando la squadra inserendo diversi uomini d’attacco. I rosanero, così come all’andata, hanno mostrato l’approccio giusto ad una gara così importante come il derby nonostante le difficoltà in termini di organico e di serenità.

Per il Catania, adesso, dopo i tre pareggi consecutivi e questa grave sconfitta nel derby ci si interroga su cosa potrà ancora dire questo campionato che vedrà, certamente, i rossazzurri disputare i playoff ma con il trend delle ultime gare risulta difficile pensare che la squadra di Raffaele possa recitare un ruolo da protagonista. La speranza è che nelle prossime giornate si possa raggiungere una forma fisica migliore e, grazie anche al ritorno di Piccolo, tentare di fare un salto di qualità.

In alto