Cultura

Catania. Presentate le Olimpiadi Nazionali di Informatica 2016

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Un’opportunità occupazionale ma anche uno strumento alternativo alla didattica tradizionale. L’informatica come risorsa del presente e del futuro, protagonista delle Olimpiadi Nazionali che stamattina sono state presentate all’Istituto Tecnico Archimede di Catania, alla presenza del Sottosegretario del Ministero dell’Istruzione Davide Faraone, del prof. Luigi Laura, docente di Informatica e Sistemistica all’Università degli Studi di Tor Vergata, dei curatori tecnici delle Olimpiadi a squadre Giorgio Audrito e William Di Luigi, dell’assessore alla Scuola del Comune di Catania Valentina Scialfa e della Dirigente scolastica prof.ssa Daniela Vetri.
“Un modo per promuovere l’informatica ed introdurre nelle scuole strumenti straordinari come tablet, smartphone, reti wifi – ha detto Faraone – attraverso l’uso consapevole del mezzo, grazie al supporto degli insegnati che devono indirizzare e controllare gli studenti.”
dsc_0478A fare gli onori di casa la dirigente scolastica Vetri, che ha individuato nelle Olimpiadi anche un possibile riscatto del sud nella gestione dei grandi eventi: “Il merito ancora paga, fortunatamente – ha spiegato – e per i nostri studenti la partecipazione ad un evento di questa portata è di certo un biglietto da visita per l’ingresso nelle aziende interessate a figure professionali dal profilo informatico.”
Organizzate dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, e da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica ed il Calcolo Automatico), le Olimpiadi Nazionali di Informatica hanno visto la partecipazione di ventimila studenti in tutta Italia: 96 i selezionati che si sfideranno in questa tre giorni catanese, tra i quali un solo siciliano, Francesco Pio Marino, 17 anni, studente proprio dell’Archimede.
Presente anche l’assessore Scialfa, che ha portato i saluti del sindaco Enzo Bianco, assente per altri impegni istituzionali, e si è complimentata con la preside Vetri per essere riuscita a coniugare sapere umanistico e tecnologico in una scuola già campione mondiale di robotica e partner per l’organizzazione delle gare di robotica.

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