Cronaca

Catania rinasce? Al momento “stamu fitennu”

L'incontro organizzato da Cittainsieme

L’incontro organizzato da Cittainsieme

Catania. Alcuni giorni fa il comune di Catania ha prorogato il rapporto che lo lega alla RTI Ipi-Oikos, la rete di imprese che si occupa dal 2011 della gestione dei rifiuti in buona parte della città. Questa è stata una delle tematiche maggiormente trattate durante l’incontro dello scorso lunedi organizzato dall’Associazione Cittàinsieme e dall’Associazione Rifiuti Zero Sicilia. A rispondere alle domande di Mirko Viola e Danilo Pulvirenti, oltre che dai quesiti arrivati dal pubblico, vi era l’assessore Rosario D’Agata, “scortato” da tecnici e legali.

Non è chiaro il motivo per cui il comune di Catania sia arrivato impreparato alla scadenza del contratto con le due aziende commissariate, considerato che già da mesi dalle associazioni arrivavano imput in cui si chiedeva una progettazione condivisa del nuovo Piano di Intervento. Un piano di intervento che, per quel che si sa, prevederà la raccolta porta a porta in tutta la città di Catania, ma l’unica bozza reperibile a quanto pare risulta eccessivamente generica e poco integrata con le peculiarità del territorio catanese: non sono contemplati i flussi di rifiuti provenienti dai mercati storici, dalla plaia, dal porto. Non sono tenuti in considerazione i flussi turistici. Insomma, il piano del comune è tutt’altro che a buon punto, sebbene D’Agata preveda la prossima gara d’appalto entro l’anno (previsione difficile da rispettare, visti i tempi di approvazione della regione).

Si continua dunque con Ipi-Oikos in due terzi della città e con gli operai del comune nelle restanti zone. A proposito di zone coperte dal comune si è praticamente conclusa l’attività di animazione territoriale che veniva svolta da volontari di varie associazioni che, a conclusione degli 85 giorni, hanno consegnato i kit nelle prime due zone sperimentali del porta a porta, ma non sono riusciti a completare la terza (nella zona del Corso Italia). I kit non sono totalmente distribuiti, ma anche in quest’ultima zona stati rimossi i cassonetti della differenziata (rimangono quelli dell’indifferenziata) praticamente impedendo a quegli utenti che non hanno ricevuto nulla di fare la differenziata almeno continuando a utilizzare i cassonetti. Ad onor del vero una decina di volontari sono ancora in attività, ma non si stanno più occupando della consegna dei kit. A chi toccherà questo arduo compito? Si vocifera che sia pronto un bando per l’affidamento ad un privato, staremo a vedere.

E nelle zone già completate e avviate le cose come procedono? Dire male sarebbe riduttivo. Partendo dal fatto che nonostante si possa conferire di sera in tanti, troppi, lasciano sacchetti nelle strade in pieno giorno ed a qualunque orario. A volte si tratta dei rifiuti usciti in anticipo rispetto alla sera, ma più o meno ben differenziati. Altre, come si può vedere dalle immagini di via Scammacca (angolo via Milano), sul marciapiede viene depositato di tutto, emblematica la foto del genitore con il passeggino che non ha nemmeno lo spazio sul marciapiedi e che dovrà, suo malgrado, scendere in strada. Ogni giorno, con un servizio straordinario, vi sono operatori ecologici che mentre spazzano le strade raccolgono anche i sacchetti degli incivili.

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Purtroppo nelle ore serali avviene di peggio. Intanto va sottolineato come siano pochissimi gli utenti che conferiscono con il porta a porta. Anche davanti ai condomini è raro trovare una quantità adeguata di conferimenti, segno che in molti continuano ad utilizzare i cassonetti andando a conferire in altre zone. Quelli che invece conferiscono con il porta a porta, invece, oltre a non utilizzare (quasi) mai gli appositi mastelli con chiusura antirandagismo (troppo faticoso scendere i rifiuti e risalire il secchio?) molto spesso gettano rifiuti differenziati nei giorni errati o, ancora peggio, sempre sacchetti indifferenziati. La cosa più grave è che questi sacchetti vengono comunque ritirati, quasi che non si debba mostrare il fatto che ci sia gente che non collabora. Ma a questo punto in tanti si chiedono se questi rifiuti si stiano realmente differenziando e, se cosi è, a quale percentuale si sta arrivando. A queste domande, ad oggi, non vi sono risposte. Le foto che seguono la dicono lunga su quanto si siano dimostrati fallimentari i progetti di animazione territoriale (di certo non a causa dei volontari) e dell’avvio del porta a porta. Si intervenga subito prima che la gente, quella che ci ha creduto, smetta di collaborare. Catania rinasce? No, al momento “stamu fitennu”.

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