Cronaca

Centuripe riscopre l’essenza della vita democratica grazie alla carica di duemila “ingenui”

Centuripe, Catenanuova e tutta la comunità della Valle del Simeto lottano contro una nuova minaccia: il progetto di costruzione di un impianto di “valorizzazione” dei rifiuti. Un progetto che violerebbe il Patto di Fiume Simeto ed il progetto di sviluppo della Strategia Nazionale Aree Interne della Val Simeto

Una parte della Valle del Simeto vista da Adrano

Sul paventato progetto di costruzione di un maxi-impianto di trattamento dei rifiuti, piombato a Centuripe chissà per quali ragioni (??), l’atteggiamento sfidante del sindaco Galvagno nei confronti dei cittadini alla lunga gli si ritorce contro condannandolo alla solitudine istituzionale e alla delegittimazione all’interno del consiglio comunale.

L’adesione al Patto del Simeto e alla strategia Snai con le sottese “logiche” di sviluppo  sostenibile, economia diffusa e solidale – cammino nato a seguito di episodi analoghi a quello registrato in quest’ultimo mese in val Dittaino – evidentemente non sono state condivise, sebbene fino al pomeriggio di giovedì, ad un incontro per la definizione delle azioni a palazzo Bianchi di Adrano, Il sindaco continuava l’ingannevole propaganda politica di rivendicazione di risultati  a mezzo social network (a proposito di coerenza tra parole e fatti tipiche della politica alla quale dice di ispirarsi!).

Altri indizi di contradittorietà sono  le trivellazioni dello scorso anno, sempre in territorio di Centuripe (vedi foto) a nemmeno 500 mt.  dal Simeto, o i progetti gemelli di Piano Rinazze a Biancavilla inerenti un maxi biodigestore anaerobico e  un secondo a biomassa: il primo già con V.I.A.  favorevole, impugnato con ricorso al Tar dal sindaco di Biancavilla e dal “Comitato Rinazze” (produttori agricoli della zona).

Il Patto del Simeto è violato nel suo importantissimo “allegato B”, relativo alla scelta di adozione della Strategia Rifiuti Zero condivisa dai e tra i comuni facenti parte della Val Simeto-Etna: un decennio di riflessioni sul tema  e  nell’ambito della strategia prototipale Val Simeto, il lavoro del Tavolo Rifiuti, sfociato nella proposta di piccoli impianti per la biodigestione comunali e modulari, socializzato per la prima volta a Belpasso durante la  Summer school simetina 2017, riportata nella scrittura finale della Strategia esitata lo scorso anno circa, quale asset fondamentale sebbene non oggetto di azioni finanziabili. Apprendiamo da ultimo  che la Strategia Rifiuti Zero, nei suoi dieci passi può esser uno “slogan”, da dovere confrontare con proposte alternative, e di  un’incontro dentro le mura dell’Università di Catania giorno 5 dicembre, con non ancor precisati esperti della materia che infonderanno la loro scienza.

A cosa serve allora la Strategia  Nazionale Aree Interne che vede impegnato oltre al comune di Centuripe anche quello di Adrano e Biancavilla, a cosa serviranno i 15 milioni di euro circa stanziati per migliorare i collegamenti con Centuripe? A migliorare la viabilità od a favorire i percorsi delle centinaia di Tir che attraverseranno le strade che  nell’idea degli estensori della strategia dovevano servire a “smarginalizzare” il comune ennese? Forse non è stata spiegata a sufficienza il significato della Strategia Aree interne o forse anche noi ingenui non avevamo capito, mentre gli Universitari hanno capito tutto da tempo?

 Vedremo dopo il cinque dicembre.

Tornando  in contrada Muglia, in data 15ottobre 2018 l’Asp di Enna risponde così al sindaco di Centuripe: “in riferimento alla richiesta, acquisita al prot.  gen. con il n.33179 del 28.9.2018 e valutata l’allegata proposta progettuale da parte della ditta Oikos S.p.A  “Realizzazione di una piattaforma integrata di gestione e valorizzazione dei rifiuti da realizzarsi nel comune di Centuripe in c.da Muglia, in variante allo strumento urbanistico”, si ritiene acquisire preventivamente il giudizio di compatibilità ambientale(V.I.A) da parte dell’ARTA di cui all’art.23 del Dlgs.152/2006e s.m.i, nonché il giudizio preliminare da parte del Dipartimento Regionale Acqua e Rifiuti. Peraltro, non risulta alcun parere da parte dell’Ufficio Tecnico Comunale, utile ad effettuare ulteriore valutazione su possibili paesaggistici e insediamenti produttivi adiacenti all’area circostante.

Complessità progettuale impone una valutazione in sede di conferenza di servizi con il coinvolgimento di tutti gli organi ed enti interessati ad esprimere parere ed in quella sede verrà effettuata nostra valutazione dal punto di vista igienico/sanitario.”

Conosce il Comitato tecnico aree interne, e i ministeri competenti, l’avvio di quest’altro iter procedurale in palese spregio alla strategia area interna Simeto-Etna?

Non sarebbe il caso di risedersi al tavolo con associazioni ambientaliste, comitati,  unitamente al responsabile locale del procedimento, il sindaco del comune capofila, per cercare in questo marasma di ritrovar la bussola?    

 Gettando “il cuore oltre l’ostacolo”, ci sarebbe  bisogno di scendere nel territorio, consolidare gli spunti positivi in fatto di sensibilità anche istituzionale che si stanno registrando in alcuni comuni etnei,  e visti i recenti accadimenti, diffondere “il verbo” dello sviluppo sostenibile alla Val Dittaino. Catenanuova e i suoi valenti cittadini in primis meritano di entrare a pieno titolo in un nuovo Patto territoriale che pian piano converta la Sicilia in un’isola di benessere equo e sostenibile anzitutto per i residenti e poi per i turisti che sempre più numerosi decideranno di venirci a trovare.

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