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Chiuso il mercato ecco un Catania operaio e grintoso. Serve risolvere la questione Maldonado

Si è conclusa alle 20 di ieri la sessione estiva del calciomercato, quest’anno terminata nell’insolito mese di ottobre per via di un calendario calcistico fortemente condizionato dalla pandemia da COVID-19 che ha investito l’intero mondo.

Il primo mercato del Catania targato SIGI è stato ricco di tanti movimenti che hanno fortemente rivoluzionato quel gruppo che lo scorso anno riuscì a compattarsi nonostante le gravi difficoltà societarie. Così, dopo i vari Mbende, Saporetti, Salandria, Beleck, Capanni, Barisic e Curiale, nella giornata di ieri sono state ufficializzate le cessioni del portiere Furlan all’Empoli, dei centrocampisti Alessio Curcio e Andrea Mazzarani, rispettivamente ceduti al Foggia e al Livorno e l’addio di Gianmarco Di Stefano, giovane talento del vivaio rossazzurro che dopo la breve parentesi nelle giovanili della Lazio si è trasferito al Paternò.

In entrata, il Catania ha chiuso per il portiere Confente, di proprietà del Chievo Verona, a causa dell’infortunio rimediato da Santurro nella prima giornata di campionato contro la Paganese che costringerà il portiere ex Bologna a mancare dai campi per 4/5 settimane. Confente è stato l’ultimo colpo di un mercato che ha visto arrivare a Catania giocatori dal profilo importante come Izco, Claiton, Tonucci e Reginaldo e calciatori che conoscono molto bene il campionato di Serie C come gli esterni Albertini e Zanchi, il centrocampista Rosaia e gli attaccanti Sarao ed Emmausso. Quest’ultimo, con soli 23 anni, può essere il vero colpo di mercato del Catania considerando che nella passata stagione, alla Vibonese, fu uno dei migliori attaccanti dell’intera categoria.

Catania, quindi, che esce fortemente rivoluzionato dalla sessione trasferimenti, con un tasso qualitativo forse inferiore (individualità come Curcio e Mazzarani sembrano mancare al gruppo a disposizione di Raffaele) ma che sembra avere le caratteristiche giuste per sposare l’idea tattica del nuovo Mister. Resta da risolvere il rebus legato all’acquisto del centrocampista ecuadoriano Luis Maldonado, tutt’ora non tesserato a causa di problemi di passaporto. La risoluzione di questo problema porterà maggiore qualità al gioco di Raffaele, in caso contrario si assisterà ad un gruppo che farà della grinta e dell’impegno le proprie armi.

In chiusura, analizzando attentamente i singoli reparti, un posto nella linea mediana poteva essere assegnato a quel numero 27 che ha deciso di lasciare il calcio proprio perché non potrà più indossare la maglia rossazzurra: Marco Biagianti. L’augurio è che presto potremo rivedere Marco a Torre del Grifo anche senza le scarpette e la fascia da capitano. Per adesso, testa al presente con un campionato che potrebbe anche regalare soddisfazioni grazie ad un gruppo nuovo che pian piano sta iniziando a conoscere e capire cosa vuol dire indossare la maglia rossazzurra.

FOTO: CALCIOCATANIA.IT