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Clamoroso a Biancavilla. La rapina era una farsa, la moglie ha ucciso Alfio Longo

Ingrassia_VincenzinaBiancavilla. Una notizia clamorosa è stata resa nota questa mattina: la moglie di Alfio Longo, il pensionato ucciso ieri nelle vigne di Biancavilla, ha confessato di essere stata lei ad uccidere il marito. Nessuna rapina dunque, nessun ladro riconosciuto e nulla di sottratto in casa.

Una notizia che ha il sapore del colpo di scena, considerato lo sconcerto che aveva destato in tutta la comunità biancavillese e dei paesi vicini. Vincenzina Ingrassia, ai carabinieri giunti sul posto. aveva raccontato che due soggetti, armati di pistola, si erano introdotti all’interno della sua abitazione e, dopo una breve colluttazione, avrebbero legato i due coniugi con delle strisce ricavate da un lenzuolo. Il marito, sempre secondo quanto ha raccontato in un primo momento l’anziana signora, non avendo detto dove erano nascosti i soldi, sarebbe stato malmenato e colpito a morte al cranio con un ciocco di legno raccolto nel giardino dell’abitazione. La donna, subito dopo, sarebbe riuscita a liberarsi ed a chiamare i Carabinieri ai quali avrebbe raccontato l’accaduto.

Una versione dei fatti che non coincideva con i rilievi eseguiti dal RIS. Da qui i sospetti, confermati dallo studio dei dati tecnici fatto dai militari del Reparto Operativo unitamente a quelli del Reparto Crimini Violenti, e l’interrogatorio, durato tutta la notte, in cui la donna non ha potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità confessando che è stata proprio lei a colpire alla testa il marito nel sonno con un ciocco di legno. Vincenzina Ingrassia ha raccontato di continue violenze patite da parte del marito negli ultimi 40 anni e da ultimo un litigio avuto proprio quella sera, durante il quale l’uomo avrebbe colpito la donna alle gambe proprio con quella che poi sarebbe diventata l’arma del delitto. La signora, a questo punto, ha aspettato che il marito si addormentasse e, disperata, ha colpito alla testa l’uomo proprio con lo strumento con il quale era stata ferita poco prima. Dopo la confessione, la donna è stata accompagnata presso il carcere di Piazza Lanza in attesa dell’udienza di convalida  che si terrà nei prossimi giorni.

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