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Con il Prestito della Speranza della Caritas avviata una start up tutta al femminile

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Odori e sapori dal mondo vegano e vegetariano: apre nei pressi del tribunale un take away tutto al femminile grazie al servizio Microcredito della Caritas Diocesana.
Melita, Monia e Jeanne, tre amiche con la passione per la cucina vegana e internazionale, hanno realizzato il loro personale sogno con i 25 mila euro ricevuti dal Prestito della Speranza, strumento di microcredito promosso dalla Cei in collaborazione con il gruppo Intesa-San Paolo per l’avvio di una nuova attività imprenditoriale.
L’idea è venuta a Melita Caparno, 33 anni, beneficiaria del prestito, ragazza madre, dall’esperienza pluriennale come cuoca vegana e vegetariana. Senza pensarci due volte ha coinvolto le amiche di una vita assumendole come dipendenti della propria ditta individuale. “Quando ho ottenuto l’erogazione del prestito – ha commentato Melita  –  non ho avuto dubbi, subito ho offerto a Monia e Jeanne la possibilità di metterci in gioco per il futuro delle nostre figlie. Per noi è una grande scommessa. Non è stato facile ma vogliamo essere d’esempio per altre donne in difficoltà e dimostrare che con professionalità e impegno è possibile riuscirci”. Adesso le tre donne dopo anni di lavoro precario nella ristorazione hanno un locale tutto loro da gestire ed amministrare.
Il servizio di microcredito della Caritas permette a famiglie e soggetti senza credibilità creditizia e finanziaria di accedere ad un finanziamento che per varie problematiche (segnalazioni alla Centrale Rischi, protesti, ecc..) sarebbe loro negato. La Caritas non eroga direttamente contanti, è bene precisarlo, ma svolge il ruolo di assistenza e tutoraggio. Nel caso del ‘Prestito della Speranza’ lo fa attraverso lo studio di fattibilità, con la stesura di un business plan ad hoc e nel predisporre tutta l’istruttoria da sottoporre agli enti di valutazione, quali Vo.B.I.S – Volontari bancari per le iniziative per il sociale – e Intesa San-Paolo.
“Sempre più donne si rivolgono alla Caritas – ha spiegato il Dott. Salvo Pappalardo, responsabile del servizio microcredito -. Sono fragili e vulnerabili specie quando escono da dolorose separazioni. Troppo spesso, poi, pagano le colpe di mariti e compagni che non possono accedere al credito per via di protesti, sovra-indebitamento e altre problematiche. Il microcredito permette loro di riacquistare dignità, stabilità lavorativa e riprendere in mano la propria vita”.
Ad oggi sono quattro gli strumenti operativi del microcredito attivi nella sede di via Acquicella 104 (mart. 9/12 – giov. 17:30/19) : Microcredito Etico-Sociale; Microcredito regionale; ‘Prestito della speranza’, sociale e imprese; Microcredito per sovra-indebitamento e lotta all’usura, quest’ultimo in collaborazione con la Fondazione SS. Mamiliano e Rosalia di Palermo. Quanto alle nuove imprese, dal 2015, ne sono state avviate sei, per un importo totale di € 135.000,00: metà della quali intestate a donne (oltre al take away vegano anche una pasticceria e un risto-bar).

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