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Concorso scuola, l’On. Attaguile presenta interrogazione parlamentare

Angelo_Attaguile

Fa ancora discutere nel mondo politico il concorso della scuola 2016 che dovrebbe prendere il via nelle prossime settimane. Sulla questione è intervenuto anche l’On. Angelo Attaguile, del movimento Noi con Salvini, che ha presentato una interrogazione parlamentare al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca.  Nella sua interrogazione Attaguile evidenzia come i posti riservati in Sicilia siano soltanto il 6% di quelli messi a bando. Riportiamo di seguito il testo dell’interrogazione:

Per sapere – premesso che:
nel mese di febbraio 2016 il sottosegretario Faraone con entusiasmo annunciava la partenza di un nuovo concorso della scuola dove in Sicilia sarebbero stati assegnati «soltanto» 4.109 posti dei quasi 64 mila previsti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca per il prossimo triennio, il 2016/2018: un 6,4 per cento del totale, ad avviso dell’interrogante striminzito;
a partire dal 23 febbraio – dopo la pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta Ufficiale – si prevedeva che l’ufficio scolastico regionale avrebbe organizzato le commissioni per selezionare 3.841 docenti di posto comune e 268 di sostegno. Il dettaglio con i posti per ordine di scuola e classi di concorso è stato reso noto successivamente;
per stilare la graduatoria di merito dei vincitori del concorso, varranno anche i titoli – servizio, dottorato, certificazioni linguistiche e eventuali altri titoli abilitanti – e il punteggio sarà in centesimi. I vincitori verranno inseriti negli ambiti territoriali scelti al momento della domanda e dovranno attendere la «chiamata» dei presidi. Ma la paura delle migliaia di precari siciliani che attendono questo concorso da anni è che alla fine della maratona estiva per terminare le prove non si trovino i posti previsti dal bando;
in Sicilia è già accaduto nel 2012 con il concorso, predisposto dopo oltre un decennio dal precedente, dall’allora Ministro Francesco Profumo. Infatti, alla luce del calo degli alunni, dei pensionamenti e della mobilità straordinaria attesa da migliaia di siciliani che negli anni scorsi si sono recati al Nord per entrare di ruolo e adesso aspirano a un meritato rientro a casa il nuovo concorso potrebbe fare saltare le legittime aspirazioni. E parecchi potrebbero tentare il concorso in Lombardia – con 11.176 posti, il triplo della Sicilia – e dintorni;
l’entusiasmo del Sottosegretario ed i numeri previsti sono una beffa per gli insegnati che, vittime della «riforma Gelmini» prima e della legge n. 107 dopo, sono stati costretti a lasciare la Sicilia, le famiglie per potere svolgere il proprio lavoro, ottenuto dopo avere vinto un concorso;
la legge n. 107 del 2015, tanto osannata, ad avviso dell’interrogante risulta essere, allo stato dei fatti, una legge ingiusta, scorretta e che ha prodotto ineguaglianze;
è una legge che toglie ogni dignità, allontana dagli affetti e costringe gli insegnanti a vivere una vita di ristrettezze, poiché con lo stipendio erogato i lavoratori fuori sede sono costretti a pagare gli affitti, le utenze doppie ma anche i viaggi per ricongiungersi alle famiglie almeno durante le festività –:
se il Ministro, sia a conoscenza della situazione e se non intenda intervenire per tutelare i diritti dei lavoratori che, essendo vincitrici di concorso, avrebbero il diritto di svolgere il lavoro nella loro terra, ma che, a seguito delle nuove prove concorsuali, rischiano di essere scavalcati dai nuovi vincitori. (4-12904)

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