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Concretezza e serenità: il Catania batte la capolista e sogna

Grazie ad un calcio di rigore trasformato da Lodi il Catania batte la capolista JuveStabia riaprendo il discorso promozione.

In uno stadio Massimino gremito con oltre 16mila spettatori, grazie alla risposta dei sostenitori rossazzurri alla chiamata sugli spalti da parte del patron Pulvirenti, il Catania affronta la capolista JuveStabia nel big match del girone C della Serie C.

Novellino conferma il 3-5-2 vittorioso a Catanzaro con la sola eccezione di Bucolo a posto dello squalificato Rizzo, mentre sull’altro versante Fabio Caserta propone un 4-2-3-1 con Carlini, Torromino e Canotto dietro alla punta Paponi, capocannoniere del torneo.

L’avvio della partita vede una JuveStabia in pieno controllo della gara con un discreto possesso palla senza, però, impensierire Pisseri.

Il Catania sembra un po’ timido, aspetta nella propria area l’avversario, gestendo con serenità il possesso palla degli uomini di Caserta.

Al primo affondo, però, gli etnei passano in vantaggio. Pallone recuperato a centrocampo da Lodi che serve Di Piazza il quale lancia in profondità Marotta. L’ex Siena entra in area di rigore e viene spintonato da Marzorati e per l’arbitro è fallo da rigore. Sul dischetto Ciccio Lodi, nonostante l’errore nell’ultima gara interna con il Potenza, trasforma con freddezza facendo esplodere il Massimino.

Da quel momento in poi la gara si fa più equilibrata con il Catania che guadagna campo, sfiorando anche il raddoppio con un bel colpo di testa di Marotta, mentre la JuveStabia crea tanto gioco e va vicino al pareggio con un’incursione in area di rigore di Canotto, il cui diagonale viene intercettato da Pisseri.

Con Bucolo e Biagianti a fare “legna” a centrocampo e Marchese a dare tranquillità in difesa Novellino invita spesso Calapai a spingere sulla destra mentre Marotta e Di Piazza pressano alto e tutto ciò regala serenità alla manovra rossazzurra. Dopo tre minuti di recupero l’arbitro manda tutti negli spogliatoi per l’intervallo.

Ad inizio ripresa la JuveStabia riprende a gestire la manovra, ma è il Catania a sfiorare il raddoppio con Alessandro Marotta che in due occasioni, solo davanti a Branduani, non riesce a battere il portiere meno battuto d’Europa.

Gli ospiti accusano il colpo e provano a reagire con le sostituzioni che Caserta opera, inserendo Mastalli ed El Ouzni, ma Novellino dall’alto della sua esperienza non è da meno togliendo Marchese e inserendo addirittura Manneh.

Mossa che stupisce, ma che consente al Catania di sistemarsi con un 4-3-3 che permette ai rossazzurri di stare più coperti e coprire meglio il campo. JuveStabia che si rende comunque pericolosa con Canotto che a due passi da Pisseri colpisce di testa spedendo alto facendo tirare un sospiro di sollievo ai tifosi presenti sugli spalti.

Sull’altro versante é Bucolo a sfiorare la rete con un esterno destro che impegna il portiere avversario. Novellino e Caserta continuano ad operare cambi, rivoluzionando ancora i rispettivi moduli ed in particolare nel Catania si vede l’ingresso di Sarno e dell’esordiente Valeau mentre la JuveStabia rinforza l’attacco con Di Roberto.

Nonostante la pressione offensiva i campani, però, non riescono a rendersi pericolosi, mentre i rossazzurri grazie anche a Manneh e Sarno riescono a gestire palla tenendo alta la squadra e non facendo soffrire la retroguardia. Dopo 4 minuti di recupero il direttore di gara fischia la fine per la gioia dei 16mila spettatori presenti sugli spalti.

Dopo 29 giornate la JuveStabia perde la propria imbattibilità ed il Catania, alla seconda vittoria consecutiva, sembra avere un piglio nuovo grazie alla serenità ed al carattere che il “sergente” Novellino è riuscito a trasmettere.

Adesso mancano 7 partite alla fine del campionato e, dopo la vittoria di oggi, alcuni discorsi che sembravano ormai chiusi nel cassetto possono clamorosamente tornano di moda. La squadra ed i tifosi oggi hanno dimostrato di crederci e con la società nuovamente presente anche grazie al patron Pulvirenti, qualcosa potrebbe accadere.

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