Politica

Conferma su ricorso riforma Province, Musumeci (Ugl Catania): “Vergogna colossale frutto di squallide beghe politiche, sulla pelle di lavoratori e cittadini”

 

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

“La conferma del ricorso del governo Renzi alla Corte costituzionale, nonostante l’ennesimo tentativo di riforma delle ex Province da parte dell’Assemblea regionale siciliana, ha assunto ormai il profilo di una vergogna colossale. Perfino i bambini sarebbero sicuramente stati capaci di far passare, alla prima approvazione, una norma che avrebbe dovuto semplicemente essere il copia – incolla della legge nazionale voluta dall’allora sottosegretario Delrio.” E’ questo l’amaro commento del segretario generale territoriale Giovanni Musumeci della Ugl di Catania, che puntano il dito nei confronti della politica regionale: “Se la questione non fosse stata così seria, ed oggi sempre più grave e preoccupante, ci sarebbe stato da ridere a crepapelle considerato che la strombazzata riorganizzazione degli enti territoriali di secondo livello, di matrice crocettiana, si è rivelata un’autentica barzelletta degna delle migliori edizioni de “La sai l’ultima”. La realtà invece è che, allo stato attuale, migliaia di dipendenti sono a rischio stipendi anche alla luce delle crescenti preoccupazioni dei commissari straordinari, che di recente hanno lamentato le pesanti difficoltà di bilancio di questi stessi enti. Un caos, quello che ci rende ancora una volta lo zimbello d’Italia, che continua a pregiudicare servizi essenziali come la manutenzione delle strade provinciali e degli edifici scolastici. Senza contare il rischio, che si sta correndo in queste ore, di non vedere riconosciute ai territori le risorse del “Masterplan per il sud”. Il tutto in nome di squallide beghe politiche messe in atto, soltanto per danneggiare gli attuali primi cittadini dei capoluoghi designati a rivestire il ruolo di città metropolitana, sulla pelle dei lavoratori e dei cittadini. A questo punto – conclude Musumeci – crediamo che non sono solo alcuni politici ladri, ma anche e soprattutto alcuni politici litigiosi ed incapaci, a non conoscere cosa voglia dire vergognarsi prima di tutto di se stessi.”

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