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Controlli nei locali di via Santa Filomena. Gravi condizioni igieniche nel ristorante “Cuttigghiu”. Polemica risposta della proprietaria del locale

Catania. I controlli negli esercizi di ristorazione della città di Catania, imposti dal questore Marcello Cardona, passano anche da via Santa Filomena, la traversa di via Umberto nota per la presenza di numerosi locali. Sono stati tre gli esercizi controllati e in tutti è stata riscontrata l’occupazione abusiva di suolo pubblico, per un utilizzo superiore a quanto autorizzato.

Agenti del Commissariato centrale di Catania, unitamente alla Polizia Municipale e all’A.S.P. – U.O. Igiene Pubblica hanno anche verificato le condizioni igienico sanitarie e accertato l’eventuale presenza di lavoratori in nero. Nei confronti del ristorante denominato “Cuttigghiu” sono state elevate due sanzioni amministrative per gravi violazioni in materia di igiene per l’ammontare complessivo di Euro 4.000, ed è stato inibito l’uso della cucina e del deposito ubicato nell’adiacente via Diana n. 17, poiché entrambi all’atto del controllo risultavano in pessime condizioni igienico sanitarie e non corrispondenti alla normativa sanitaria vigente; in particolare le pareti dei locali cucina risultavano annerite, erano presenti residui alimentari sul pavimento, sulle attrezzature e sugli impianti; nel corso del controllo, all’interno del vano adibito a deposito, le cui pareti si presentavano con evidenti tracce di muffa ed umidità, custodite in un freezer non idoneo, venivano rinvenute e sequestrate carni per complessivi kg. 53 e alimenti vari, in pessimo stato di conservazione e/o scaduti, ovvero alimenti freschi il cui surgelamento è vietato. Quanto in sequestro, sarà oggetto di ulteriori accertamenti a cura del personale veterinario della locale A.S.P.; il rappresentante veniva denunciato in stato di libertà perché ritenuto responsabile dei reati di commercio/detenzione di sostanze alimentari nocive, inosservanza dei provvedimenti dell’autorità per la mancata installazione della pedana prevista nell’ordinanza sindacale, e collocamento di cose pericolose poiché durante l’attività venivano rinvenute due bombole di gas sulla pubblica via a servizio dei locali cucina.
Veniva altresì contestata la violazione amministrativa di cui all’articolo 7 D. Lgs. N. 286/98 per aver dato ospitalità a cittadini stranieri (nello stesso immobile del locale adibito a deposito) senza avere preventivamente presentato all’autorità di P.S. dichiarazione di ospitalità. Ulteriore sanzione di euro 1.000 veniva elevata nei confronti del titolare ristorante “Filomena – I Polpettari s.r.l.” per violazioni relative a mancanza di attrezzature e modifica dei luoghi, e anche per quel che concerne l’occupazione di suolo pubblico eccedente l’autorizzazione comunale concessa.

Sulla questione è intervenuta la proprietaria del ristorante “Cuttigghiu”, attraverso una nota stampa che riportiamo integralmente:

Dopo un anno di trepidante attesa e di ansie paragonabili forse al pre -esame di maturità è arrivato il fantomatico BLITZ anche da noi. inutile riscrivere come funzioni e quanto vessatorio sia perché oramai lo sapete tutti a memoria, potremmo fare copia e incolla dalle repliche settimanali dei nostri colleghi già blittzati.
La sera dopo il blitz ci hanno subito tutti raccomandato prima ancora di chiamare l’avvocato di scrivere una replica a quanto sarebbe uscito sui giornali. Non intendevamo farlo ma poi oggi vedendo cosa è apparso ci siamo sentiti in dovere di scrivere qualcosa per chiarezza intellettuale.
Prima cosa il locale è regolarmente aperto e non ha mai chiuso regolarmente autorizzato dalla Asp a lavorare perché risultato idoneo, quindi già uno di quelli che chiameremo capi d’accusa è inesatto.
Evidentemente nessuno di noi é perfetto e su qualcosa avremo peccato di leggerezza, per esempio non obbligare i dipendenti a chiudere gli armadietti e non rovinare quanto di pertinenza del loro bagno oppure evitare di congelare quel maledetto petto di pollo che era in abbondanza o il pane della mollica che non volevano buttare. Ma da lì a essere definiti criminali ci pare esagerato, 53 kili di carne neppure ci entrano nel pozzetto e tra quello che poteva essere  sequestrato (due petti di pollo e due kili di macinato comprati freschi) ci sono anche prodotti che arrivano già congelati da fuori Sicilia  e regolarmente tracciati, nessuno ci ha chiesto la fattura per dimostrarlo, era troppa la concitazione di individuare il mostro. Prodotti scaduti non ve ne era neppure uno ma è un termine che fa notizia.
Ieri ho passato il pomeriggio in questura, in sala d’attesa e pensavo ora arriverà in manette quello che ha preso la borsa di mia mamma a librino qualche mese fa, o la signora che mi ha sciolto con l’acido il tetto della macchina o quello che spaccia all’angolo della strada invece no l’unica indagata del giorno ero io, fa impressione vi assicuro, e quando firmando il verbale ho letto “possesso di sostanze nocive” nell’ingenuità ho detto “ma come ?non c’era nessun detersivo o Ddt in cucina” e la risposta è stata “ma no era la carne : il pollo e il macinato”. E vabbè penso che forse aveva ragione Tomasi di Lampedusa quando diceva “In Sicilia non importa far male o far bene, il peccato che noi siciliani non perdoniamo mai é semplicemente quello di fare. ” Però non mi arrendo e continuo a lavorare e far lavorare persone con onestà, se in qualcosa abbiamo sbagliato ce ne prendiamo la responsabilità ma non accetteremo di incarnare il mostro che distrae dai veri problemi della città così come non hanno fatto gli illustri colleghi colpiti prima di noi.

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