Cultura

Convegno nazionale sulla Responsabilità Sanitaria

Convegno nazionale al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – Unict

RESPONSABILITÀ SANITARIA, FOCUS SUGLI EFFETTI NEGATIVI DELLA LEGGE “GELLI – BIANCO”

L’assessore Razza: «Con l’introduzione della figura del risk manager ci sarà una stretta sui costi assicurativi per le Aziende sanitarie»

Il prof Salvatore Aleo: «La legge ha ingarbugliato la materia, il rischio tipico della funzione sanitaria dovrebbe restare a carico del servizio sanitario nazionale»

CATANIA – I rischi della professione medica e le responsabilità civili e penali che ne derivano: un argomento che coinvolge non solo gli operatori della Sanità che quotidianamente svolgono una funzione delicata e fondamentale, ma anche gli operatori del diritto, soprattutto alla luce della legge 24 del 2017, la cosiddetta Gelli-Bianco. All’apertura dei lavori del convegno nazionale sulla Responsabilità sanitaria – organizzato dai professori Salvatore AleoDelia La Rocca, responsabili dei gruppi di ricerca, e da Giuseppe Vecchio, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali – sono intervenuti il magnifico rettore dell’Università di Catania, Francesco Basile e l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza. Al tavolo dei relatori anche Raffaella De Matteis, ordinario di diritto privato Università di Genova, Giovanni Dipietro, presidente II sez. civile Corte d’appello Catania, Agostino Serra, ordinario otorinolaringoiatria Università di Catania, Fabrizio Criscuolo, ordinario di diritto privato Università di Roma La Sapienza, Paolo Procaccianti, ordinario medicina legale Università di Palermo.

«Quello odierno è un argomento che ci tocca tutti da vicino – ha dichiarato il rettore Francesco Basile – non è semplice individuare i confini tra le reali responsabilità del medico e il sacrosanto diritto alla salute del paziente. In questo senso, la legge Gelli-Bianco sembrava averci dato strumenti adeguati per la gestione della problematica, ma alla luce dei fatti ci sono ancora troppi punti oscuri. La consapevolezza della responsabilità anche legale del medico può minare la tranquillità del professionista con un doppio effetto negativo: da un lato la salute del paziente viene messa a rischio, perché il medico lavora sotto ulteriore stress, dall’altro il professionista può decidere di praticare la cosiddetta ‘medicina difensiva’, ricorrendo ad esami diagnostici inutili e i cui costi alla lunga possono diventare insostenibili per le aziende sanitarie».

«Ringrazio gli organizzatori di questo convegno per aver acceso i riflettori su un tema di grande attualità – ha dichiarato l’assessore Razza – legato anche alla responsabilità amministrativa e di governo che in questi mesi sono stato chiamato a svolgere, ma che per altro verso incontra il mio interesse in qualità di avvocato. E sono felice che proprio in questa sede posso comunicare con un pizzico di orgoglio che proprio oggi è in pubblicazione un decreto che ho firmato ieri che restituisce un minimo di serenità al sistema regionale sanitario perché finalmente si stabilisce il principio che la Sanità deve essere inserita in un quadro coerente relativo al sistema assicurativo. Il decreto detta le linee guida: Un risk manager assisterà le aziende sanitarie provinciali e le aziende ospedaliere dell’Isola nella fase preliminare alla stipula di contratti assicurativi per tutte le cause di rischio connesse alle loro attività. Il risk manager sarà un broker, individuato con regolare procedura di gara, che avrà il compito di elaborare e analizzare le principali cause di risarcimento del danno che le Aziende si trovano ad affrontare, ed evitare così il rischio di sovradimensionamento delle polizze assicurative, con un forte risparmio rispetto alle ingenti risorse pubbliche fino ad oggi impiegate».

«La distinzione che la legge fa tra responsabilità contrattuale ed extracontrattuale non può essere considerata né sufficiente né centrale – ha commentato Salvatore Aleo – io credo che la valutazione complessiva della legge debba essere fatta in modo molto più ampio tenendo presente che la norma, allo stato attuale, non ha solo reso più ingarbugliata la materia dal punto di vista giuridico. Io parto da un’idea forte: l’errore del medico, non la complicanza o l’incidente, è rischio tipico della funzione sanitaria, e in un paese normale dovrebbe restare a carico del Servizio sanitario nazionale. È la sanità, dal mio punto di vista, che deve valutare se stessa e attuare le politiche di prevenzione di questo rischio decidendo dove investire, su quali primari e su quali strutture, su quali sistemi di sicurezza e in risarcimento dei danni. Le linee guida devono essere viste positivamente poiché tipizzano la colpa che tende a diventare da generica specifica. E questo è un progresso culturale enorme. Ma devono essere affidate ai professionisti della medicina, non ai giuristi. Istituzionalizzare questo sistema, dal mio punto di vista, non risolverà la questione: abbiamo bisogno di medici bravi che abbiano coraggio quando lavorano – ha concluso – non abbiamo bisogno di medici che si devono preoccupare di mettere a posto le carte». Nel pomeriggio si è proseguito con la sessione presieduta dalla prof. Delia La Rocca, con gli interventi di Claudio Scognamiglio (diritto privato Roma Tor Vergata), Giorgio Santonocito (direttore generale Arnas Garibaldi Catania), Giuseppe Giammanco (direttore generale Asp Catania), Enrico Caterini (diritto privato Università di Cosenza), Maria Astone (diritto privato Università di Messina). Si continua domani sabato 27 ottobre 2018 dalle 10.00, con le relazioni di Virginia Zambrano (diritto privato comparato Università di Salerno), Paolo d’Agostino (diritto penale Università di Torino), Enzo Trantino (avvocato), Bartolomeo Romano (diritto penale Università di Palermo), Angelo Mangione (diritto penale Lumsa Palermo) e Daniela Rubini in rappresentanza della casa editrice Giuffrè Francis Lefebvre di Milano che ha appena pubblicato il trattato Responsabilità sanitaria, a cura di S. Aleo, P. d’Agostino, R. De Matteis.

 

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