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CORE/Demetra 2.0 – indagine sul significato condiviso dei simboli

A Scenario Pubblico sabato 7 novembre 2015 h20:45 e domenica 8 novembre 2015h19:00

Coreografia: Giovanna Velardi

Scenografia elettronica e video: Dominik Barbier/Anne Van Den Steen

Costumi : Dora Argento

Luci: Danila Blasi

Scultura: Fabrizio Lupo

Musiche originali: Domenico Sciajno

Musiche: AA.VV.

Interpreti: Stellario Di Blasi, Simona Miraglia, Tiziana Passoni, Giovanna Velardi, Sabrina Vicari, Valeria Zampardi

Una produzione: FC@PIN.D‘OC

con il contributo di: MIBACT, Regione Sicilia Assessorato al Turismo Sport E Spettacolo e con la collaborazione di: I.B.I. Cultura (IT) – Ciant Praga (CK) – Fearless Medi@terranee Marseille (FR) – Cantieri Culturali alla Zisa (IT) – Centro Teatro Danza Palermo (IT) – Stage Centro Danza Palermo (IT) – Ballet National de Marseille (FR) – Klap Marseille (FR) – Studio 164 (FR) – Officine Ouragan (IT) – Nuovo Montevergini (IT)

La Compagnia Giovanna Velardi è Artista Associato a Scenario Pubblico CZD/ Centro di Produzione della Danza per il triennio 2015-2017

CORE/Demetra 2.0 è uno spettacolo che si interroga sull’apparenza del potere e sviluppa la sua tematica prendendo spunto dal mito greco di Demetra e di sua figlia Persefone, detta anche Core.

Il lavoro nasce dalla ricerca di un significato condiviso dei simboli, un’indagine interculturale sul rapporto tra l’uomo e l’avatar, tra un oggetto e il suo segno. Un percorso coreografico e scenografico sul valore del simbolo nella società dell’immagine. Un progetto che ha interrogato figure mitiche appartenenti ad una dimensione immaginifica e simbolica. L’identità coreografica si costruisce tra mito e mondo contemporaneo appoggiandosi alle corrispondenze simboliche e visive create dalla scenografia elettronica.

Il percorso non è lineare ma fatto di emozioni, di pensieri e riflessioni, di intenzioni che indagano gli aspetti umani, le pulsioni animali, ancestrali, terrene. È una riflessione sulla società, una società fatta di immagini svuotate di significato e resa viva nella sua volgarità, immortalata in un quadro crudele che rappresenta l’inferno e l’indifferenza di oggi, di un popolo lasciato nel silenzio, che si lacera come carne macellata, che dissolto tenta di riformarsi, di riemergere denudandosi. Un gruppo di danzatori, una immagine, una voce dietro una statua parlante, una divinità simbolo del potere che distrugge e crea un nuovo volto, il volto di una città, simbolo del medioevo che stiamo vivendo.

Questo spettacolo ci racconta un inferno, un mondo senza speranza. Nonostante la storia si ripeta e ogni momento di crisi ci dia la possibilità di affrontare un cambiamento e di fare nuove scelte, ci ritroviamo in un mondo fatto di poca attenzione per l’altro, siamo trattati come carne da macello, subiamo con aggressività; il pensiero, la coerenza appartengono a pochi e la capacità di compiere azioni per imporre un nuovo modo richiede coraggio e onestà intellettuale. L’aggressività ha preso il sopravvento sulla capacità di controllare i nostri impulsi. Siamo delle bestie.”

“QUANDO ATTRAVERSERA’ LE VOSTRE CAMERE DA LETTO CON UN COLTELLO DA MACELLAIO VOI SAPRETE LA VERITA’ “ (Traduzione dal francese del testo della statua )

Giovanna Velardi

Un pensiero della fine, declinato in scena negli scatti nervosi e nella violenza dei corpi, che avvicina il lavoro della Velardi a un certo teatrodanza europeo impegnato da alcuni anni ad elaborare il lutto della rovinosa scomparsa del sistema di valori occidentale. ….un significativo traguardo per la coreografa Giovanna Velardi. 28/10/2014 Roberto Giambrone LA REPUBBLICA

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