Politica

Corte dei conti: l’Amministrazione, “Da delibera confermata l’opportunità delle nostre scelte”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

L’Amministrazione comunale di Catania, con una propria nota, ha sottolineato come i contenuti della delibera della Corte dei conti relativa all’udienza del 31 maggio scorso appena pubblicata diano “piena conferma delle nostre valutazioni sulle profonde carenze del Piano di riequilibrio finanziario originario e dell’assoluta necessità di riformularlo”.
“Da un’attenta lettura della delibera – è scritto nella nota – emerge innanzitutto il fatto che è stata accolta la richiesta di rinviare alla Sezione Autonomie della stessa Corte la decisione sugli obiettivi del controllo. In secondo luogo risulta evidente che, senza la riformulazione del Piano di riequilibrio finanziario, Catania sarebbe stata condannata al dissesto”.
Nella delibera si legge infatti, tra l’altro, a proposito del vecchio Piano: “… si ritiene che la rappresentazione della situazione economico finanziaria del Comune di Catania, al momento dell’approvazione del Piano di riequilibrio, risulti caratterizzata da un’evidente sottovalutazione dell’effettiva consistenza delle passività da ripianare” e che questi elementi avrebbero indotto la Sezione a “ritenere sussistenti i presupposti per la dichiarazione di dissesto”.
Secondo la delibera, dunque, il vecchio Piano, sul quale si appuntano tutti i rilievi della Sezione Controllo non poteva essere considerato attendibile “in quanto risultato sottostimato in modo evidente i fattori di squilibrio realmente sussistenti a carico dell’ente”.
L’Amministrazione ha sottolineato che il colloquio con la Corte dei conti non è mai venuto meno e che molti dei rilievi mossi al vecchio Piano sono stati superati con la sua riformulazione. Prima ancora dell’esame del documento da parte di Ministero dell’Interno e Corte dei conti, l’Amministrazione attiverà un’apposita task force per la verifica costante delle azioni previste.
I “fattori di squilibrio” del vecchio Piano riguardavano una errata valutazione sul taglio dei trasferimenti di Stato e Regione e sulla previsione di debiti fuori bilancio. Queste voci, calcolate nel nuovo Piano, ammontano rispettivamente a 137 e 100 milioni di euro in più rispetto alla prima stesura del Piano, ereditata dalla passata Amministrazione.

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