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Crisi Acciaierie di Sicilia: vanno avanti i lavori per il Protocollo Rottami

Presieduta dal Viceprefetto Rosamaria Monea, si è tenuta sabato scorso presso la Prefettura di Catania una riunione per una disamina aggiornata delle problematiche riguardanti l’azienda Acciaierie di Sicilia s.p.a., alla presenza del Vice Sindaco del Comune di Catania, Avv. Marco Consoli, del delegato dall’Assessore Regionale al Lavoro dott. Jacopo Torrisi e dei rappresentanti aziendali e sindacali.

I rappresentanti aziendali hanno manifestato l’esigenza di rendere operativo l’accordo che assicura una regolamentazione della filiera del rottame ferroso perseguendo gli obiettivi di legalità, trasparenza e semplificazione della gestione.

A tal fine è stata presentata dall’Amministratore Delegato dell’azienda una bozza di proposta di attuazione del Protocollo Rottami da sottoporre all’attenzione dei competenti Assessori Regionali delle Attività Produttive e dell’Energia ai fini di una successiva valutazione e condivisione con il supporto dei Dirigenti degli Uffici Tecnici interessati.
La crisi di Acciaierie di Sicilia parte da lontano e persiste per la mancanza di rottame, la materia prima fondamentale, e per la carenza di regole certe e chiare nella filiera che lo genera.
Negli ultimi mesi i vari soggetti hanno lavorato assiduamente alla messa a punto di un modello di attuazione del Protocollo Rottame, che ormai è definito. Il Sindaco di Catania si impegna a favorire e sostenere una sua immediata messa in opera.
Vista l’improcrastinabile necessità di procedere nell’attuazione del Protocollo, i partecipanti al tavolo hanno convenuto che si procederà con la tempestiva messa in opera sul territorio catanese. In tal modo si intende porre in essere una cosiddetta “Buona Pratica” che serva da decisiva concretizzazione della regolarizzazione  della filiera del rottame, un settore portante dell’economia regionale, che coinvolge alcune migliaia di persone, che è indispensabile per garantire un futuro ad Acciaierie di Sicilia. Questo settore, vista la sua rilevanza nell’ ambito della sempre più critica economia siciliana, deve emergere pienamente, seguendo una disciplina ambientale che non sia un ostacolo di ordine burocratico.

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