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Dal Siena al Trapani: stesso esito, ma sensazioni diverse. Catania, ancora una volta, rialzati!

Sono passate 72 ore dal fischio finale dell’alquanto discutibile arbitro Sozza, che sanciva l’eliminazione del Catania dalle semifinali playoff per la promozione in Serie B, ma ancora nel capoluogo etneo l’eco per la mancata qualificazione non si è placato affatto, anzi…

Cosi come accadde 12 mesi orsono, quando fu la lotteria dei rigori ad estromettere I rossazzurri dalla semifinale playoff a scapito del Siena, anche adesso è tempo di fare un bilancio della stagione che, come lo scorso anno, non ha portato al tanto atteso salto di categoria.

Rispetto allo scorso anno c’è subito una prima riflessione che va fatta e che, purtroppo, penalizza ulteriormente l’analisi sul campionato appena concluso: nella stagione passata il Catania, allora allenato da Cristiano Lucarelli, arrivò ad un passo dalla promozione diretta, piazzandosi al secondo posto dietro ad un Lecce davvero superlativo (tanto è vero che i pugliesi si sono confermati quest’anno centrando la doppia promozione che li ha riportati in A) e nei playoff i rosssazzurri vennero eliminati anche per una dose di sfortuna che fece stampare sulla traversa una punizione di Lodi al 118esimo minuto dei supplementari contro il Siena, lasciando nel cuore dei tanti sostenitori catanesi un’enorme delusione.

In questa stagione, invece, nonostante i proclami iniziali sottolineassero che l’obiettivo fosse vincere il campionato, il Catania non è mai stato nelle condizioni di competere per il primo posto (conquistato con merito dalla Juvestabia) e alla fine della stagione regolare ci si è accontentati di un quarto posto che ha evidenziato come l’obiettivo sia stato notevolmente fallito.

A peggiorare la valutazione della stagione si aggiunge anche il cambio di guida tecnica, avvenuto tra febbraio e marzo, che ha portato Novellino a sostituire Sottil fino alla fine del campionato, quando poi la dirigenza ha deciso di esonerare l’ex tecnico di Sampdoria e Napoli ed affidare la guida tecnica per i playoff nuovamente ad Andrea Sottil.

Una gestione, quella tecnica, che purtroppo ha fatto emergere le lacune all’interno del gruppo di calciatori messo insieme dalla dirigenza etnea.

Dopo un avvio di stagione brillante, infatti, la squadra rossazzurra non è mai stata in grado di fornire una propria identità tattica e troppe volte si è assistito ad un cambio di modulo che non ha giovato, certamente, alla continuità di prestazioni e risultati.

Sia Sottil che Novellino, infatti, hanno provato più moduli e più schemi senza mai riuscire a trovare la giusta disposizione per far esprimere al meglio il gruppo.

Gruppo che, forse, tale non è mai stato perché mai come quest’anno abbiamo visto scene di proteste e scatti di nervosismo da parte dei calciatori in maglia rossazzurra che davano la misura della poca serenità all’interno dello spogliatoio.

Vero è che questo gruppo per quasi 70 giorni (tra fine luglio e i primi di ottobre) è rimasto in bilico tra il ripescaggio in serie B e una serie C da vincere a tutti i costi, ma l’esito delle varie sentenze di tribunale è sembrato essere letale per la creazione e il consolidamento del gruppo che si allenava a Torre del Grifo.

Ciò ha fatto si che per tutta la stagione il Catania ha avuto difficoltà ad esprimere calcio e, spesso, si è ottenuto il risultato grazie ad episodi o giocate individuali.

In trasferta, poi, il bottino è stato davvero misero e la sterilità offensiva del reparto avanzato è stata un grosso handicap per tutta la manovra rossazzurra nonostante, a inizio stagione, al confermatissimo Curiale, capocannoniere lo scorso anno, era stato affiancato quel Marotta (in foto, ndr) che a Siena aveva fatto sfracelli.

Purtroppo, però, la stagione del centravanti con la barba non è stata tra le migliori ed anche altri elementi su cui si poggiava l’intero asse della squadra è venuto a mancare, uno su tutti Ciccio Lodi.

La gestione del numero 10 rossazzurro ha destato non poche riflessioni in quanto il calciatore, dopo un paio di partite giocate nel ruolo di trequartista, è rimasto fuori nella trasferta di Lentini per scelta tecnica salvo poi rientrare dopo qualche gara nel ruolo di regista davanti alla difesa ed  successivamente, sotto la gestione Novellino, giocare anche da interno di centrocampo.

Una confusione tattica per tutta l’intera stagione sfociata poi nell’esclusione dall’undici titolare su ben 4 delle 5 partite disputate dal Catania nei playoff.

Insomma, colui che doveva alzare il tasso tecnico della squadra è sembrato essere più un peso che altro.

Adesso, come detto, è tempo di valutazione ed in via Magenta lo staff dirigenziale è già all’opera per valutare la stagione appena conclusa e programmare la prossima.

Ovvio che ci saranno degli addi in seno alla rosa rossazzurra, in primis il portiere Pisseri che più volte durante la stagione ha deluso (sul numero 12 etneo pare ci sia l’interessamento del Bari neopromosso), ma anche a livello dirigenziale non sono escluse novità.

In tal senso sembra poco attendibile la voce che giunge da Firenze secondo cui Lo Monaco possa diventare il direttore Sportivo della nuova Fiorentina post Della Valle, ma a Torre del Grifo sembra possibile l’arrivo di un direttivo sportivo che possa affiancare lo stesso Lo Monaco nelle faccende di campo, lasciando l’amministratore delegato a compiti finanziari.

In città, come detto, serpeggia ancora il malcontento per una stagione che ha riservato grosse delusioni nonostante il grosso affetto e il supporto offerto dai tanti sostenitori rossazzurri (ricordiamo le oltre 20mila presenze sugli spalti nella gara di andata contro il Trapani) e non sarà semplice per l’attuale proprietà riconquistare stima e fiducia per la prossima stagione.

Servirà un progetto chiaro, vincente e coinvolgente che possa farci finalmente uscire da questo inferno chiamato Serie C e far sbollire la rabbia che in questo momento affligge l’intera tifoseria rossazzurra.

Dai Catania, rialzati!

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