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Dalla diffida a chi pulisce le aiuole alle sviste su chi viola le norme sulla sicurezza. La denuncia di Giusy Rannone

il consigliere comunale Giusy Rannone

il consigliere comunale Giusy Rannone

San Giovanni La Punta. Sembra una città dai due volte, San Giovanni La Punta, stando alla denuncia-querela indirizzata ieri dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Giusy Rannone al sindaco di San Giovanni La Punta e al comandante dei carabinieri della locale stazione. Un enorme paradosso che vede il comune etneo ancora protagonista, dopo l’assurda diffida perpetrata proprio ai danni della Rannone, “colpevole” di aver pulito un’aiuola comunale senza essere stata autorizzata, e la sanzione elevata ad un consigliere regionale, dello stesso gruppo politico, reo di aver piantato (fatto gravissimo) delle stelle di natale in un’aiuola comunale.

La denuncia di ieri, però, parla di un comune in cui non si presta la stessa rigorosa attenzione rivolta ai portavoce grillini nei confronti di altri soggetti privati che possono permettersi il lusso di godere, secondo quanto denunciato dalla Rannone, di avere discutibili concessioni per la costruzione di un impianto sportivo a ridosso di civili abitazioni in via Verdi, nella frazione di Trappeto, in cui si permette ai clienti di parcheggiare in un’area pubblica attualmente destinata ad essere un cantiere, per la costruzione di un centro comunale di raccolta, venendo meno le più elementari norme in termini di sicurezza. “I clienti dell’impianto sportivo che parcheggiavano le auto all’interno del cantiere – spiega Giusy Rannone- , muovendosi in un area che dovrebbe essere assolutamente preclusa ai non addetti, tra  ruspe e caterpillar in manovra, uno slalom tra attrezzature di lavoro, carichi sospesi, materiale ferroso … in un criminale gioco di sopravvivenza.”

Alla base della denuncia del consigliere comunale vi è anche un’indagine sull’iter amministrativo che ha portato ad autorizzare la costruzione dell’impianto sportivo e del Centro Comunale di Raccolta e alla distruzione della bambinopoli Peter Pan, che lascia spazio ad un parcheggio.

“Ci sono Norme ambientali violate (elusa l’obbligatoria VAS per il centro comunale di raccolta di rifiuti, anche pericolosi come da progetto fornito) – continua la Rannone -, regole urbanistiche aggirate con trucchi da saltimbanco, un disinvolto e distratto controllo degli Enti Preposti: … la Soprintendenza ai BBCCAA autorizza, a condizione che alberi ad alto fusto siano messi a confine del CCR…, il Genio Civile? non pervenuto, mentre sappiamo tutti che una delle faglie più pericolose del versante orientale dell’Etna (nota dal 1381 come faglia “Càvolo”) passa proprio in mezzo a quest’area. Un lacunoso progetto e nessuna copertura economica, ce ne abbastanza per far intervenire la Procura e la Corte dei Conti.”

 

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