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DDL scuola. Sospese attività aggiuntive al Vaccarini

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

L’autosospensione da tutte le attività aggiuntive del personale docente e tecnico-amministrativo è stata deliberata dall’assemblea sindacale dei lavoratori che si è svolta oggi nell’aula magna dell’I.I.S. G. Vaccarini di Catania.
L’assemblea era stata convocata dalla RSU e dai Terminali Associativi d’Istituto nel quadro delle iniziative unitarie dei sindacati rappresentativi del comparto scuola di Cgil – Cisl –Uil – Snals – Gilda
Oggi all’assemblea erano presenti i rappresentanti delle segreterie provinciali della Cisl-Scuola Pippo Denaro e della Gilda degli Insegnanti Maria Vecchio e Giorgio La Placa.

«L’autosospensione decisa oggi – dicono i rappresentanti sindacali – è un’immediata forma di protesta contro le politiche governative antidemocratiche di Renzi, che hanno cancellato la “collegialità” e la “condivisione” che da sempre caratterizzano la Scuola Pubblica Italiana».
«Riteniamo una provocazione e un’offesa i 500 euro di Renzi e la miseria di 7 euro di “aumento stipendiale” che rimandiamo al mittente – aggiungono – diciamo  “no alle elemosine” e “sì ai diritti”».

I sindacati della scuola denunciano che «il sistema di valutazione, senza risorse aggiuntive, “raschiate” dal fondo del barile delle esigue somme rimaste, così come disciplinato, mira in modo chiaro e inequivocabile a stabilire premi e punizioni e a dividere il corpo docente»

«Riteniamo di dover difendere e dar voce agli alunni che chiedono una scuola “normale” dove il Diritto allo Studio non debba essere“elemosinato” ed esprimiamo forte e motivata preoccupazione per il presente  e futuro, con riferimento alla Democrazia e alla cancellazione di diritti sanciti dal CCNL, in particolare ci si riferisce alla legge Fornero, alla vasta sacca di precarietà, alla totale mancanza di reali risorse».

L’assemblea ha, quindi, approvato all’unanimità il documento finale in cui chiede l’immediato rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto da sette anni e ancora bloccato fino al 2020, con un danno economico medio pro-capite di circa 3.000 euro annui, e con ricaduta fortemente penalizzante su pensioni e buonuscita.

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