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Depuratore Aci Castello, Sicet denuncia: “Anche quest’anno stesso mare, stesso schifo”

Acicastello

A cura di Ornella Fichera

Il Sicet di Catania (Sindacato Inquilini Casa e Territorio) ha scritto alla Regione Siciliana per denunciare ancora una volta la mancata soluzione di questione che penalizza cittadini, attività turistiche e ambiente della costa acese. Una lettera in cui si denuncia lo scempio rappresentato dallo scarico diretto in mare dei reflui fognari provenienti dalla zona dell’Acese, che oltre a causare un danno ambientale rilevante, costituisce un pessimo biglietto da visita per migliaia di turisti che soprattutto in estate vorrebbero godere delle proprie vacanze nella terra dei Malavoglia, ma che si ritrovano a patire il disgustoso spettacolo della brodaglia nera che si infrange sugli scogli di Acitrezza. Insomma, danno ambientale, su danno economico, su danno turistico.
Carlo D’Alessandro, Segretario generale del Sicet Cisl di Catania, dichiara: «Riceviamo numerose segnalazioni dai tanti operatori turistici della zona delle Aci, dunque abbiamo voluto evidenziare alle istituzioni regionali che, nonostante i numerosi proclami reiterati negli anni, un’altra stagione estiva sarà segnata dallo scempio dello scarico diretto in mare».
Secondo D’Alessandro, la circostanza che l’avvio dei lavori sia stato precluso dal pantano giudiziario innescato dalle imprese che hanno concorso all’aggiudicazione dell’appalto non può costituire esimente per le autorità preposte.

«Come spiegare – aggiunge il Sicet – a un turista tedesco che i legittimi interessi di un’intera comunità possono essere pregiudicati, sviliti e violentati dagli interessi economici di una singola impresa, senza che alcuno sembra possa farci nulla? Come spiegare che la Sicilia, terra che si afferma essere a forte vocazione turistica, non è in grado di risolvere un così grave problema neppure in un arco temporale di otto anni?».

Il Sicet afferma di riservarsi ogni iniziativa affinché il depuratore di Acicastello non divenga l’ennesima incompiuta e non finisca nel dimenticatoio.  Sarebbe davvero una beffa se quei fondi già stanziati dovessero essere revocati perché in otto anni non si è stati in grado di eseguire interventi che richiedono circa dodici mesi di lavoro. Ed il rischio è purtroppo alto.

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