Politica

Di Guardo. “Un nuovo edificio commerciale nel cuore di Canalicchio , svanita la possibilità di un centro civico”.

Riceviamo e pubblichiamo integralmente.

Ancora cemento su via Carnazza di Canalicchio (Tremestieri Etneo) per la realizzazione di una struttura commerciale. Immagino siano felicissimi i piccoli commercianti della zona che inevitabilmente soccomberanno alla sleale concorrenza delle vicine grandi strutture di vendita. Devo pensare che egualmente felici siano i cittadini della frazione di Canalicchio che vedono rapidamente sparire l’idea di affrontare l’ultima possibilità per il passaggio da un anonimo quartiere di periferia ad un centro dinamico dotato di qualità urbana.
La frazione di Canalicchio di Tremestieri Etneo è un quartiere periferico di Catania sviluppatosi su dinamiche che negli anni sessanta e settanta sono state mosse dalla speculazione edilizia. Il territorio è stato saturato da
edificazione di tipo abitativo lungo le due vie principali (Carnazza e Nuovalucello). Tale urbanizzazione ha seguito regole dettate dalle esclusive esigenze della proprietà fondiaria. In quest’ambito la “mano” pubblica è stata volutamente distante dal pianificare uno sviluppo urbano compatibile con il contesto ambientale nella sua accezione più ampia.
Nel 1993, tuttavia, la politica si rende conto che Canalicchio non può più sopportare ulteriore “pressione” edilizia/cementizia e in Consiglio comunale si approvano le direttive per la redazione dell’agognato Piano Regolatore.
Tali direttive indicavano ai progettisti di non prevedere ulteriore edificazione. Questo passo, oltre venti anni fa, sembrava essere l’unica strada percorribile visti i danni causati dalle incontrollate gettate di cemento dei decenni precedenti. Sembrava essere finalmente arrivato il momento di voltare pagina e puntare sugli spazi e i servizi pubblici e cioè su tutto quello che, negli anni precedenti, non era stato fatto: creare un ambiente urbano l'unica area a verde di canalicchio oggi oggetto di edificazione - foto da google earthcompleto di parchi, piazze e edifici pubblici. La gestazione del Piano Regolatore Generale, però, durò oltre vent’anni con la sua approvazione solo nel 2012. Col passare del tempo cambiano le amministrazioni, cambiano gli interessi e le sane direttive approvate in Consiglio comunale nel 1993 possono essere dimenticate o possono essere interpretate in modo soggettivo.
Da questa premessa possiamo capire perché oggi stanno costruendo una nuova ed ennesima struttura commerciale nel baricentro di Canalicchio laddove la logica, ubicherebbe il centro civico del quartiere.

Le vecchie previsioni del programma di fabbricazione, già nel 1974, individuavano in quella zona il “cuore” di Canalicchio con la localizzazione di strutture pubbliche come una scuola e un centro civico. Quando, più recentemente, fu affidato ai progettisti l’incarico di redigere il nuovo Piano Regolatore Generale prevalsero le antiche logiche della speculazione edilizia che cerca, e ci riesce, di accaparrarsi anche gli ultimi lembi di territorio non edificato. Quei terreni che erano stati sin dal 1974 destinati alla realizzazione del cuore pulsante di Canalicchio vennero, negli anni novanta, trasformati dai progettisti del PRG in aree F2 e cioè d’interesse collettivo. Qualcuno di voi potrebbe pensare che la trasformazione era coerente con le precedenti scelte e quindi perfettamente compatibile con la realizzazione del centro civico di Canalicchio. In effetti, sulla carta possiamo dire di si ma … nelle aree F2 i progettisti inserirono anche la possibilità per i privati di realizzare edifici per il commercio. Da questo momento in poi per quei terreni si aprono due strade: il pubblico espropria le aree e realizza un centro civico; il privato, anticipando le mosse dell’interesse pubblico, realizza una bella struttura di vendita. Capite bene che le due strade non s’incontrano e soprattutto portano a due destinazioni diverse: la prima, verso la risoluzione del recupero urbano di una periferia segnata solo dal cemento; la seconda, verso il soddisfacimento della becera rendita fondiaria compromettendo irreparabilmente la possibilità di riscatto di un martoriato territorio urbano. Tuttavia quest’ultima nefasta possibilità, agli inizi del duemila, sembrava poter essere contrastata con un’azione seria e soprattutto fattibile perché finanziabile dalla mano pubblica. La Provincia regionale di Catania si propone per la realizzazione del Centro civico di Canalicchio con ampie aree a verde e parcheggi in cambio di strutture per il potenziamento degli uffici pubblici. L’accordo con l’amministrazione di Tremestieri Etneo sembrava essere ad un passo dalla sottoscrizione.
Il diciassette giugno del 2002, il Consiglio comunale approvò l’inserimento dell’intervento nel piano Triennale delle opere pubbliche: eravamo veramente vicini mancava solo la sigla dell’accordo tra il Sindaco e il Presidente della Provincia!
Negli anni successivi, però, qualcosa deve essere successo perché l’Amministrazione comunale fa un silenzioso foto del cantiere della struttura commercialepasso indietro. Con nota del Presidente della Provincia, nel 2006 si chiede al Sindaco di procedere con tutti gli atti propedeutici alla realizzazione delle opere pubbliche. A seguito di ciò, purtroppo, non ci fu alcuna replica da parte dell’Amministrazione e quindi nessun Centro civico, nessun parco e nessun parcheggio saranno realizzati in quell’area la cui vocazione naturale era quella di diventare il cuore del quartiere. In seguito, lo spauracchio che quei terreni potessero diventare veramente di uso pubblico, poiché anche un bambino avrebbe ideato il centro di una città nel centro della città, portò alla blindatura della destinazione d’uso dell’area nella stesura conclusiva del Piano Regolatore Generale che nel 2012 vede la trasformazione di questa zona da F2 a D3 ovvero aree per attrezzature commerciali.
In altre parole, i progettisti del Piano Regolatore Generale espropriano al Comune la possibilità di realizzare il centro cittadino di Canalicchio così come programmato sin dal 1974 e confermato dalla prima stesura del P.R.G. adottato nel 2003. La politica che dovrebbe controllare la coerenza degli sviluppi pianificatori del territorio con le consolidate linee programmatiche (realizzare un centro civico, non ammettere ulteriore edificazione, etc.), cosa fa? Silenzio assoluto. Pilato si lavò le mani e in Consiglio comunale il Piano Regolatore Generale fu adottato da un Commissario straordinario. In definitiva, i cittadini di Canalicchio per mano degli speculatori e della politica compiacente, soccombono alle scelte calate dall’alto avulse dalle reali esigenze dell’ambiente urbano.
Se in passato il Comune poteva realizzare un centro civico, con la nuova zonizzazione non sarà più possibile poiché solo un soggetto privato potrà edificare. Indovinate cosa sceglierà di realizzare un privato tra un centro civico immerso nel verde e un piccolo centro commerciale? La risposta, oltre ad essere ovvia, è riscontrabile nel cantiere della nuova struttura commerciale che oggipotete ammirare in via Carnazza quasi di fronte all’edificio dell’ex discoteca “Divina”.

Domenico Di Guardo
Consigliere comunale Tremestieri Etneo

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