Politica

Misterbianco, chiude il centro per l’impiego. Di Guardo: “Una vicenda vergognosa ed irresponsabile. Diffideremo la Regione”

“Una vicenda vergognosa ed irresponsabile” Così il sindaco Nino Di Guardo giudica la scelta di smobilitare gli uffici e di trasferirli a Catania.
Da martedì il comune di Misterbianco non ha più l’ufficio territoriale regionale del “Centro per l’impiego” in seguito allo sfratto esecutivo del proprietario dei locali che il comune aveva in affitto per ospitare gli uffici del lavoro.
La vicenda nasce con la “Spending review” che obbliga i comuni a ridurre del 10 per cento le spese di locazione, riduzione che il proprietario non ha accettato. A quel punto il comune ha emesso un bando per la ricerca dei locali al quale è giunta una sola richiesta che non aveva i requisiti richiesti. Messo alle strette il comune ha messo a disposizione i propri locali della ex Movicar, che nel frattempo si erano liberati e dove in precedenza erano stati ospitati il Comando della Polizia locale, poi il servizio Ecologia ed infine l’ufficio autoparco.
Da quel momento è scattata la protesta dei dipendenti del Centro per l’impiego che hanno rifiutato anche qualsiasi mediazione del comune, che tentava di liberare parte dei locali occupati rimanendo nella stessa sede di via Roma, adempiendo così alla minore spesa. Ma anche questa scelta non è stata accettata.

“Inviterei la dirigenza provinciale dell’ufficio, alla quale ho inviato un telegramma chiedendo di rivedere le proprie decisioni, a venire a vedere i locali – esordisce il sindaco Di Guardo – e guardare con i propri occhi di cosa si sta discutendo. I locali sono in regola con tutte le certificazioni, ivi compresi gli adiacenti elettrodotti e la vicinanza della discarica è solamente una scusa in quanto anche il centro storico è vicino alla discarica. L’unica differenza e che nelle adiacenze non ci sono bar e supermercati come in via Roma.”

Per il sindaco le motivazioni adottate sono “incomprensibili trattandosi di una scelta avventata e sconsiderata oltre ad essere destituita da ogni fondamento. Il mio comune non rinuncia al proprio diritto di avere sul territorio il Centro per l’impiego.”
Per l’amministrazione comunale la chiusura dell’ufficio territoriale evidenzia anche l’interruzione di un pubblico servizio ed il sindaco non è disponibile a stare con le mani in mano.

“Faremo tutto quello che è nel nostro potere per riaprire l’ufficio – conclude Di Guardo – Abbiamo anche liberato lo spazio retrostante dai camion della raccolta dei rifiuti per evitare altre scuse ed invece qualcuno, non qualificato, afferma che le certificazioni fornite dal comune non sono in regola.”

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