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DISOCCUPAZIONE, L’INDENNITÀ ANCHE AI CO.CO.PRO

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Anche i lavoratori Co.co.co. e a progetto possono chiedere l’indennità di disoccupazione, la cosiddetta Dis-Coll. Lo ha reso noto l’Inps con la circolare del 27 aprile scorso. Per poter richiedere la Dis-Coll bisogna essere regolarmente iscritti alla gestione separata dell’Inps, e non essere pensionato o possessore di partita Iva.
La Dis-Coll è riservata a coloro che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione, cioè senza dimissioni spontanee, e che devono avere versato almeno tre mesi di contributi, calcolati a partire dal 1° gennaio dell’anno precedente alla perdita del lavoro e nell’anno in cui si verifica il licenziamento. Il collaboratore deve aver versato almeno un mese di contribuzione oppure essere stato assunto con un contratto con durata superiore a 30 giorni a decorrere.

 «L’indennità di disoccupazione per i collaboratori che, involontariamente, perdono il posto di lavoro – dice Adina Celona, responsabile provinciale della Felsa Cisl, il sindacato dei lavoratori atipici – è una delle novità introdotte dal Jobs Act nell’ambito della riforma degli ammortizzatori sociali. Alla flessibilità del lavoro a progetto, pur prevista nella normativa, di fatto fino a qualche tempo fa non aveva fatto seguito una riforma perpendicolare degli ammortizzatori sociali».

 Si può fare richiesta per la Dis-Coll dal 1° gennaio 2015 e sino al 31 dicembre 2015. Inoltre, per i collaboratori rientranti nel campo di applicazione della legge n. 92 del 2012, che abbiano presentato domanda per l’indennità Una Tantum CoCoPro 2014, tra il 1°gennaio 2015 e la data di pubblicazione della circolare, per i quali la cessazione del lavoro si sia verificata nel 2015, le domande saranno gestite come domande di Dis Coll.

«Il contratto a progetto – aggiunge Celona – ha in comune con tutte le altre forme del lavoro atipico, l’uso distorto che se ne fa. Un corretto utilizzo di questa forma di lavoro impone che un collaboratore sia e resti tale, mantenendo vincoli legati al progetto da portare a termine, ma mantenendo, allo stesso tempo, l’autonomia propria di un collaboratore. Tutto ciò anche in termini di orari e di svolgimento della prestazione di lavoro fuori da una coordinazione organica con i dipendenti a tempo indeterminato di un’azienda, ad esempio in termini di ferie».

La categoria dei collaboratori a progetto è una di quelle rappresentate e tutelate dalla Felsa Cisl Catania. Il contratto a progetto introdotto con il decreto attuativo della riforma Biagi (decreto legislativo 276 del 2003, è stato concretamente modificato anche dalla legge 92 del 2012 (riforma Monti/Fornero), negli anni ha subito diverse modifiche e integrazioni. L’intento del legislatore quando questa tipologia di contratto e altre insieme a questo furono introdotte era il presupposto secondo cui la flessibilità in ingresso nel mercato del lavoro è il mezzo migliore, per agevolare la creazione di nuovi posti di lavoro e inoltre che la rigidità del sistema crea spesso alti tassi di disoccupazione. Poi questo buon proposito spesso ha creato una flessibilità negativa.

Per avere maggiori informazioni e assistenza, è possibile rivolgersi alla Felsa Cisl Catania in via Landolina 30, a Catania ogni giovedì mattina; oppure rivolgersi alle sedi del patronato Inas Cisl della provincia catanese.

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