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Draghi si prepara alla guerra (per conto nostro e anche per interesse proprio) – Blog Galante

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I punti salienti dell’attesa relazione del leader maximo della BCE sono

  • Punto 1: i tassi di interesse resteranno negativi ancora a lungo, nonostante sia quasi certo che la Fed americana li alzerà a dicembre
  • Punto 2 : l’acquisto di titoli di stato potrebbe proseguire anche oltre il termine fissato a marzo del prossimo anno.

Ciò significa che le imprese europee potranno continuare a godere di prestiti a tassi favorevoli con risvolti positivi sulla produzione della ricchezza e sull’occupazione. Effetti che a dire il vero si stanno già osservando nell’area euro dove l’economia reale sembra rinvigorita ma che non si avvertono in Italia dove la “catena di trasmissione del credito” BCE – Banche – Imprese, si interrompe agli sportelli stante la perdurante indisponibilità delle banche ad aprire i cordoni delle borse.

Per informazioni rivolgersi ai medio – piccoli imprenditori.

Logicamente significa anche che questa differenza di “efficienza” del sistema bancario italiano nei confronti degli altri sistemi bancari nazionali, almeno in questo comparto, continuerà a contribuire allo squilibrio tra crescita italiana e crescita degli altri Paesi dell’area euro.

Il secondo punto è il più controverso. Ricordate la caduta dell’ultimo governo Berlusconi? Con lo spread a 500 punti? Considerando che le condizioni economiche generali italiane sono quasi le stesse di allora (bassa o negativa crescita economica, alta disoccupazione, altissimo debito pubblico, scarsi consumi interni e, soprattutto, sconfortanti prospettive) l’acquisto massiccio di titoli di stato (QUASI ESCLUSIVAMENTE ITALIANI) da parte della BCE è l’unica cosa che mantiene bassi i tassi d’interesse facendoci così risparmiare, in interessi appunto, qualche miliardo di euro l’anno. Tutto ciò dovrebbe finire a marzo ma Draghi ha detto che, nel board della BCE di dicembre, questo piano potrebbe essere esteso nel tempo.

E qui voleranno gli stracci perché la Germania, la Finlandia ed altri Stati daranno battaglia.

Diranno (giustamente) che non è compito della BCE calmierare in eterno gli interessi sul debito italiano.

Diranno (giustamente) che in Italia il debito pubblico non scende e non sembra siano pronte misure per farlo scendere.

Diranno (giustamente) che la BCE compra il debito italiano con i soldi di tutti gli europei, in particolare dei tedeschi.

Non diranno che le banche tedesche hanno bisogno di un rialzo dei tassi di interesse per aumentare la loro produttività e non diranno che il governo Merkel ha bisogno di mostrarsi “duro”, con le elezioni politiche alle porte e la destra che avanza.

A dicembre sarà battaglia. Riuscirà Draghi a rafforzare la sua leadership personale in seno alla BCE o dovrà arretrare di qualche passo dinanzi alle pretese tedesche. Molto del nostro prossimo futuro dipenderà da questo. Altro che referendum.

Luca Galante
Consulente Aziendale

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