Blog

E anche il debito pubblico aumenta… – Blog Galante

is

Di tanto in tanto il pur “amichevole” (per il governo) ISTAT pubblica dei dati che sono semplicemente dei chiodi per la bara delle speranze degli italiani. Il debito pubblico ha sfondato, di nuovo, la soglia dei 2200 miliardi di euro che, diviso per i circa 60 milioni di italiani compresi gli anziani ed i neonati, equivale circa ad un debito pro-capite di 37000 euro che, prima o poi, ci toccherà in qualche modo pagare salvo dichiarare bancarotta e ristrutturare sia il debito sia il sistema bancario. A questi bisogna aggiungere circa 200 miliardi di sofferenze bancarie che stanno per essere trasportate in un nebuloso fondo privato con parziale garanzia pubblica ed altri 150/200 miliardi, la stima è complicata, di debiti degli enti locali.

Fatte le debite proporzioni se parlassimo di un’azienda privata dovremmo portare i libri in tribunale.

La considerazione che fa più male però, è che nessuno si occupa di far realmente ripartire l’economia puntando sulla categoria, quella delle piccole imprese, che ha fatto la fortuna di questo Paese fino alla crisi del 2008, e si continua ad agire come se in Italia ci fosse una moltitudine di grandi aziende, come in Germania, particolarmente sensibile al calo di un’aliquota fiscale a caso dello 0 virgola. Intendiamoci: il calo delle tasse, seppur minimo, è importante ma la storia degli ultimi due anni del non-eletto governo Renzi ci dice che non fa ripartire né l’economia, né l’occupazione.

I motivi sono tre:

  • Ad un abbassamento delle tasse centrali corrisponde di solito un aumento delle tasse locali. Quest’anno la tassa sui rifiuti, senza alcun motivo, aumenterà anche del 30% con buona pace del taglio dell’IMU prima casa, e con il risultato che verranno verosimilmente colpite anche famiglie che prima erano esentate dall’IMU!
  • La burocratizzazione colpisce la naturale tendenza degli italiani a tentare la via della piccola imprenditoria. E’ una piaga che non ha riscontri in nessuna altra nazione del mondo cosiddetto “civile”. Bisogna arrivare in India per trovare, in alcuni settori, una situazione simile, e siamo lontani anni luce da realtà come il Canada o la Nuova Zelanda. L’ultimo esempio mi è stato fornito da un conoscente che voleva aprire un’agenzia di lavoro interinale. Era logicamente spinto da un sano motivo di lucro, ma voleva anche sinceramente cercare di aiutare i tanti giovani disoccupati della sua terra: la Calabria. Gli è stata chiesta un’autorizzazione del Ministero del lavoro, un’autorizzazione dell’INPS (!), la costituzione di una società, una “struttura” che si coordini con la regione di riferimento… Ha lasciato perdere, ed è solo un’esempio.
  • Il motivo più importante però è l’incertezza del prelievo fiscale. Troppo aleatori sono i parametri usati dall’agenzia delle entrate nelle valutazioni presuntive di infedeltà fiscale deprimendo così la possibilità di fare qualsiasi piano di sviluppo aziendale a cinque o anche solo a tre anni e spingendo molti imprenditori a portare all’estero le loro competenze.

Luca Galante

Consulente Aziendale

Il primo Network in franchising di quotidiani online

Testata giornalistica ai sensi della Legge 103/2012. Direttore Responsabile Dario Lazzaro. Tutti i contenuti de lagazzettacatanese.it sono di proprietà di Associazione Il Cirneco, C.F.: 93197970879
Per i comunicati stampa, testi e immagini dovranno essere inviati alla email [email protected]
Per la tua pubblicità su questa testata: Responsabile commerciale Simone Cirami – [email protected] – Mob: +39 327 77 03 240.

Scarica l'App de LaGazzettaCatanese.it

Copyright © 2015 Associazione Il Cirneco

In alto