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E la Merkel fu folgorata sulla via di Damasco? – Blog Galante

angela merkel

Ed ecco la trasformazione di Angela da protettrice degli interessi, soprattutto economici, del nord Europa, da intransigente custode dell’ortodossia contabile europea a magnanima e misericordiosa paladina dell’accoglienza di profughi siriani.
Cosa è successo in poche settimane?
Da quando faceva piangere una bambina palestinese cercando di spiegarle che, per rispettare le leggi tedesche, era costretta di fatto a rimpatriare la sua famiglia a quando si dichiara disposta ad ospitare 500 mila profughi siriani?
Sono successe essenzialmente due cose per lei importantissime. La confindustria tedesca ha dichiarato che al sistema industriale tedesco occorrono circa 500 mila nuovi occupati, ed è letteralmente esploso il canale migratorio dei Balcani.
Prima gli immigrati arrivavano essenzialmente via mare attraverso il mediterraneo ed erano fermati in Italia da lungaggini burocratiche e problemi per la concessione del diritto d’asilo di fatto negato a coloro, di provenienza africana, che non potevano dimostrare di scappare da scenari di guerra come i siriani. L’impatto per la Germania era sostanzialmente minimo e lasciava i tedeschi liberi di gestire il flusso migratorio che comunque “fisiologicamente” bussava alle loro porte.
Ma le cose cambiano ed ecco migliaia di siriani che, non amati in Ungheria, con il clamore mediatico che ne è derivato, sono al confine con la civilissima Austria per andare in Germania.
Le scelte per Angela erano due: insistere con la linea dura, più consona al suo modo di essere, e chiedere la completa applicazione del trattato di Dublino con quello che ne derivava, oppure mostrare il suo, sconosciuto ai più, lato caritatevole ed umano.
Ha optato per la seconda via e ne ha tratto i vantaggi.
In campo internazionale la sua intransigenza aveva fatto di lei, in quanto personaggio politico, una delle figure più antipatiche e meno amate. Era in atto la tendenza a considerare il suo governo come la causa di tutti i mali europei ed alcuni governi mediterranei “osavano” levare la loro voce dissonante.
Ora, per incanto, grazie a questa decisione, la Germania può addirittura dare lezioni di accoglienza e tolleranza e frau Angela si è trasformata in qualcosa di molto simile ad una gentile nonnina.
In secondo luogo acquista una carta diplomatica favorevole da giocare con il regime iraniano, tradizionale alleato di Assad, e che adesso si affaccia sulla scena internazionale con il suo colossale carico di petrolio.
In Germania doveva contrastare l’ascesa delle idee di destra, fattore comune a molti Paesi del nord Europa, e lo ha fatto con un’iniziativa eclatante. Doveva soddisfare le richieste della Confindustria tedesca, potente sostenitore del suo governo e della sua leadership, ed ha scelto di farlo pensando di immettere nel circuito produttivo manodopera siriana. Perché?
Perché i siriani sono, con i libanesi, tra i più occidentali dei popoli mediorientali. L’estremismo islamico non è radicato, sono disponibili ad inserirsi lavorativamente in un contesto economico occidentale, sono culturalmente di livello medio-alto, non sono poverissimi, ed in prospettiva, avere una forte comunità siriana in Germania può rappresentare un utilissimo interlocutore diplomatico ed economico verso una Siria prima o poi pacificata.
Inoltre gli emigranti comunitari, che costituiscono di solito la manodopera per le industrie tedesche sono essenzialmente italiani e, in minima parte, greci, e immagino che qualcuno in cancelleria possa aver suggerito ad Angela che non è opportuno importare persone che sono convinte che sia colpa della Germania se loro si trovano lì a lavorare e che sia colpa delle politiche tedesche se i loro Paesi sono allo sfascio

E l’Italia?

Con la Germania che sceglie la nazionalità, lo status ed il canale di provenienza degli immigrati e che sostanzialmente si tira fuori dalla questione quote, con i Paesi dell’Europa dell’Est più la Danimarca chiaramente contrari, per motivi diversi, all’accoglienza, e con il trattato di Dublino ancora in vigore, non avrà significativi vantaggi da qualsiasi accordo in sede europea per la ripartizione più o meno obbligatoria dei profughi. Anche perché la maggior parte dei migranti che attraversa il mediterraneo per approdare sulle coste italiane non ha diritto allo status di profugo poiché, in buona sostanza, non proviene da Siria o Eritrea.
Quindi la logica conseguenza è che dovremo organizzare l’accoglienza e la gestione dei richiedenti asilo, in particolar modo di coloro i quali non hanno diritto all’asilo, in centri di accoglienza che si trasformeranno in “hot spot”, si legga campi profughi, controllati da personale armato di provenienza non ben specificata (su territorio italiano!), e farci carico dei rimpatri degli “emigranti economici” che, dopo aver rischiato la vita in mare saranno lietissimi di farsi accompagnare alla frontiera. E cosa faranno? Si daranno alla macchia, nella migliore delle ipotesi dedicandosi all’accattonaggio, nella peggiore andando a costituire nuova manovalanza per la malavita organizzata.
E la Merkel? Aggiunge la beffa al danno chiudendo ad intermittenza le frontiere per disciplinare meglio l’arrivo dei profughi di sua preferenza.
Vorrei concludere questo mio noioso post con una domanda. Secondo voi, se l’Ungheria chiude davvero i cancelli, e tutto sembra dimostrarlo, che strada faranno i profughi che vengono dalla Grecia? Non credo passeranno dall’impervia e poco attrezzata Bosnia. Passeranno dalla Croazia? E poi? Dal Montenegro? E poi? Voleranno fino in Germania?
Se continua così scommettiamo che tra qualche tempo si riattiveranno le rotte adriatiche attraverso le quali si trasportavano le sigarette di contrabbando (ricordate?) con la differenza che questa volta si trasporteranno profughi?

Luca Galante
Consulente Aziendale

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