Politica

Emergenza abitativa a Catania: il Pon inclusione sociale 2015-2021 la soluzione

La notizia è emersa nel corso dell’incontro con il rappresentante delle famiglie che occupavano lo stabile pericolante di via Furnari. “Tutto sarà messo a disposizione di coloro i quali sono inseriti nelle graduatorie pubbliche, chiusura totale per chi cerca di speculare sui drammi dei cittadini consigliando loro di commettere reati occupando abusivamente immobili”

Oltre duecento alloggi a Catania dal Pon inclusione sociale per fronteggiare l’emergenza abitativa. La notizia è emersa durante un incontro, nella sede dell’Assessorato al Welfare, tra gli assessori Marco Consoli e Angelo Villari e l’avv. Alessandro Pulvirenti, che rappresenta le famiglie che occupavano lo stabile pericolante di via Furnari.
Si tratta – ha spiegato Villari – dei progetti del Pon inclusione sociale dell’agenda 2015-2021 che sono già stati definiti e stanno per essere inviati. Prevedono anche azioni di recupero di immobili pubblici da destinare all’emergenza abitativa per un numero complessivo di oltre duecento alloggi. Ma non è l’unica strada che stiamo perseguendo visto che si sta lavorando anche con l’Istituto autonomo case popolari per avviare convenzioni che permettano di avere altri alloggi, alcune decine, per l’emergenza abitativa“.
Il vicesindaco Consoli ha sottolineato l’estrema attenzione che si avrà, nelle assegnazioni, ai temi della trasparenza e della legalità.
“Già da mesi – ha detto Consoli – l’Amministrazione Bianco lavora su questo fronte e tutto ciò che riusciremo a recuperare sarà messo a disposizione di coloro i quali sono inseriti nelle graduatorie pubbliche. Non è più sopportabile il fenomeno dell’occupazione abusiva degli immobili che penalizza chi, secondo le graduatorie, ha veramente diritto a un alloggio popolare. Ci sarà dunque una chiusura totale nei confronti di chi cerca di speculare sui drammi dei cittadini consigliando loro di commettere reati occupando abusivamente immobili pubblici o privati”.
Nel corso dell’incontro l’Amministrazione ha confermato come le 53 persone che ne hanno fatto richiesta potranno rimanere nei bed and breakfast, dove saranno loro forniti anche i pasti, per un massimo di un mese. Confermata anche l’assistenza burocratica degli Uffici comunali nelle pratiche per la concessione del buono casa, con una durata di un anno e rinnovabile per un altro.

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