Politica

Enti in dissesto: Bianco, “Riforma nella Legge di Bilancio”

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

Il sindaco di Catania e presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, durante un incontro nel Ministero dell’Economia, ha chiesto che le nuove norme trovino spazio nel provvedimento che il Governo si appresta a presentare. “L’Anci ha chiesto che anche gli enti in predissesto possano usufruire del termine trentennale di ammortamento dei disavanzi tecnici da nuova contabilità”

“Attendiamo che le prime norme di revisione per gli enti locali in difficoltà siano incluse nella Legge di Bilancio che il Governo si appresta a presentare”.
Lo ha detto il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, Enzo Bianco, dopo l’incontro svoltosi nel Ministero dell’Economia con la partecipazione del ministero dell’Interno Angelino Alfano, dei sottosegretari all’Interno Gianpiero Bocci e all’Economia Pierpaolo Baretta e dei sindaci Giuseppe Falcomatà (Reggio Calabria), Renato Accorinti (Messina) e Gianluca Callipo (Pizzo Calabro).
Bianco ha ringraziato Bocci e Baretta “per la disponibilità manifestata in questi mesi su un tema così delicato”, ossia il riordino della legislazione sugli enti in difficoltà finanziaria.
L’Anci ha ribadito l’esigenza di dare maggiore flessibilità ai Comuni in dissesto, con controlli meno formali e più mirati al sostanziale miglioramento dei parametri di bilancio, per permettere loro il raggiungimento dell’equilibrio finanziario, intervenendo anche sugli oneri del debito pregresso, per renderli meno penalizzanti.
“Abbiamo poi chiesto – ha detto Bianco – che anche gli enti in predissesto possano usufruire del termine trentennale di ammortamento dei disavanzi tecnici da nuova contabilità”.
Ribadita anche la necessità di snellire gli strumenti previsti a supporto del riequilibrio – con particolare riferimento alle misure richieste per accedere al Fondo di rotazione – e di estendere la possibilità di transazioni per i debiti con erario e Inps, già prevista per gli enti in dissesto. Si è parlato anche della possibilità di concordare con i creditori privati periodi di rateizzazione più lunghi.
E’ stata infine sollecitata l’opportunità di estendere anche ai Comuni in dissesto sino a 20.000 abitanti la facoltà di raggiungere l’equilibrio in un periodo di 3/5 anni.

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