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ESCLUSIVA: Alessio Rizzo (ex Catania): Avellino-Catania per me non è una partita come le altra. A Biondi serve il ruolo giusto. Vorrei tornare in rossazzurro!

In vista della gara che il Catania disputerà domenica prossima contro l’Avellino, la nostra redazione ha intervistato Alessio Rizzo, centrocampista del Borgosesia (società che milita nel girone A della Serie D), cresciuto nelle giovanili del Catania e protagonista di un’ottima annata con la maglia dell’Avellino nella stagione 2018-2019 conclusa con la promozione della squadra irpina in Lega Pro.

Caro Alessio, innanzitutto, come sta andando la tua stagione?

In questo momento, come ben sai, il campionato è fermo per permettere a tante squadre di recuperare l’enorme numero di gare rinviate a causa del COVID. Dovremmo ripartire la settimana prossima, ma è necessario che si stabilisca definitivamente il protocollo sanitario che consenta alle squadre di scendere in campo anche in caso di positività nel gruppo. In ogni caso, fino ad ora è una stagione davvero importante per me perché qui mi trovo bene e nelle ultime gare ho indossato anche la fascia da capitano.

Domenica va in scena Avellino-Catania e per te non può essere una partita come le altre, vero?

Io sono catanese e la maglia rossazzurra è la mia seconda pelle, pertanto, seguo sempre le partite del Catania. Domenica i rossazzurri andranno ad Avellino e nella città campana ho vissuto una stagione davvero indimenticabile. Vincemmo il campionato di Serie D ed i tifosi ci seguivano sempre anche in trasferta. Fu un’esperienza davvero bella anche se subii un grave infortunio che mi fece perdere l’opportunità di giocare alcune partite.

La società campana ha cambiato tanto rispetto a quando c’eri tu, compreso la proprietà

Si, la vecchia gestione ha passato la mano e adesso so che c’è una società parecchio ambiziosa. Hanno preso un ottimo allenatore come Braglia, che in Serie C è una garanzia, e tanti buoni calciatori come Simone Ciancio, che conobbi proprio a Catania nell’estate del 2018. Non sarà semplice per il Catania fare risultato al Partenio anche se l’assenza del pubblico sarà un fattore importante perché i tifosi dell’Avellino rendono lo stadio una vera bolgia. Volendomi sbilanciare su un pronostico dico X2.

Passando al Catania cosa pensi della nuova società e dell’organico messo a disposizione del mister Raffaele?

Non conosco bene i soci della SIGI ma sicuramente gli va fatto un enorme ringraziamento per aver salvato la storia di una società importante come il Catania. Conosco Maurizio Pellegrino perché, quando giocavo nella Berretti, lui era responsabile del settore giovanile e veniva spesso a vederci giocare. Così come il direttore Mario Marino, grande scopritore di talenti e ottimo dirigente. Mi spiace si sia concluso il rapporto con Marco Biagianti, che in alcune circostanze per me è stato come un fratello maggiore. Nonostante sia toscano, Marco è un catanese a tutti gli effetti e sono sicuro che avrebbe potuto dare ancora tanto per la nostra squadra. Sono contento, invece, che alcuni miei compagni delle giovanili stanno trovando spazio in primo squadra e mi riferisco a Noce, Pecorino e Biondi.

Ecco, a proposito di Biondi, cosa ne pensi del suo rendimento? Sembriamo assistere ad una specie di involuzione rispetto al passato campionato?

Kevin è sempre stato uno che non molla mai. La sua caratteristica migliore è sempre stata la corsa e l’impegno. Forse, in questo momento, non sta riuscendo a trovando la collocazione tattica giusta per esprimersi al meglio, ma sono convinto che al più presto torneremo a vedere il Biondi della passata stagione.

Augurandoti le migliori fortune per la tua carriera potresti dirci quanto vorresti tornare ad indossare la maglia rossazzurra?

Dico la verità: ho visto in tv Palermo-Catania e mi rodeva il sangue nel vedere l’atteggiamento di alcuni giocatori in maglia rossazzurra. Il derby è una gara che va giocata con il sangue negli occhi e, credetemi, io avrei pagato per poter giocare quella partita. Il mio obiettivo, infatti, è quello di tornare al più presto tra i professionisti e giocarmi le mie carte e, magari, poter tornare ad indossare quella maglia che per tanti anni da ragazzino ho indossato con orgoglio.

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